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	<title>transizione ecologica Archivi - SMET</title>
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		<title>Intervista al Cavaliere Domenico De Rosa: “Il tempismo sbagliato dell’Europa e l’illusione dell’ottimismo tattico”</title>
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		<pubDate>Sat, 10 May 2025 14:22:56 +0000</pubDate>
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<p>Il Cavaliere Domenico De Rosa, CEO di Smet, è noto per la sua visione pragmatica e il suo approccio strategico. Con una vasta esperienza nelle dinamiche economiche globali, è anche un attento osservatore delle politiche internazionali e delle scelte strategiche che influenzano le relazioni commerciali tra le potenze.</p>
<p><strong>Cavaliere De Rosa, recentemente l’Unione Europea ha mostrato ottimismo nel voler negoziare un accordo commerciale “più ambizioso” con gli Stati Uniti. Come interpreta questo ottimismo dell’Europa?</strong></p>
<p>Questo ottimismo arriva troppo tardi. L’Unione Europea sta cercando di negoziare un accordo ambizioso, ma lo fa dopo anni di tensioni mal gestite e lungaggini diplomatiche. In un contesto geopolitico che è cambiato rapidamente, l’UE appare come un attore che cerca di recuperare il terreno perso senza una strategia chiara. Il Regno Unito ha agito con pragmatismo, l’Europa continua a inseguire una visione non più realistica.</p>
<p><strong>Cosa ne pensa del confronto tra il Regno Unito e l’Unione Europea in questa situazione?</strong></p>
<p>Mentre Londra ha chiuso un accordo utile per le proprie esportazioni, l’Unione Europea continua a perseguire una postura insostenibile. C’è un’inerzia che ha caratterizzato la politica europea negli ultimi anni, con una visione ideologica che ha impedito all’UE di considerare i dazi come strumenti legittimi di pressione economica.</p>
<p><strong>Come giudica l’approccio della Commissione Europea negli ultimi anni?</strong></p>
<p>Gli Stati Uniti, con Trump o senza, hanno difeso i loro interessi industriali con determinazione. L’UE, invece, ha continuato a concentrarsi su principi che non hanno protetto gli interessi europei, perdendo la capacità di reagire alle sfide globali in modo efficace.</p>
<p><strong>Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha rifiutato di usare strumenti economici concreti, come i dazi, per proteggere i propri interessi. Oggi, però, sembra voler negoziare con “un grosso bastone”. Come vede questa mossa?</strong></p>
<p>Questa mossa appare ridicola. L’Unione Europea ha evitato per anni di usare strumenti concreti, come i dazi, che altri attori globali hanno invece impiegato per difendere i loro interessi. Ora che l’Europa è in ritardo, cerca di usare una posizione più dura, ma la credibilità strategica è ormai persa.</p>
<p><strong>Trump ha usato i dazi come una leva strategica per proteggere gli interessi industriali degli Stati Uniti. Come ha risposto l’Unione Europea?</strong></p>
<p>Trump ha capito che i dazi non sono un incidente, ma una leva fondamentale nella competizione globale. L’Unione Europea, invece, ha risposto con principi morali e diplomazia, senza ricorrere a leve economiche concrete. Questo ha compromesso la posizione dell’Europa nelle negoziazioni internazionali, facendola sembrare indecisa e incapace di affrontare le sfide con la stessa determinazione degli altri attori globali.</p>
<p><strong>Ora che Londra ha già concluso il suo accordo con gli Stati Uniti e la Cina ha negoziato con forza, come vede la posizione dell’Unione Europea in questo scenario globale?</strong></p>
<p>L’Unione Europea si trova in una posizione difficile. Londra ha già concluso un accordo vantaggioso con gli Stati Uniti, mentre la Cina ha negoziato con forza. Bruxelles sembra rincorrere gli altri con una “strategia” che appare come una reazione tardiva.</p>
<p><strong>Come dovrebbe l’Europa approcciare le negoziazioni internazionali in futuro per evitare di diventare un mercato passivo tra Stati Uniti e Cina?</strong></p>
<p>L’Europa deve imparare a trattare come fanno le potenze vere, con coraggio e pragmatismo. Non può più permettersi di rimanere un mercato passivo tra Stati Uniti e Cina. Deve affrontare le negoziazioni con decisione. Solo così potrà consolidare il suo ruolo nel panorama globale. Se non agisce presto, rischia di essere relegata a una posizione marginale.</p>
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		<title>Il Cavaliere De Rosa: “Papa Francesco, la forza umile che ha scosso il mondo”</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 14:15:56 +0000</pubDate>
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<p>«La notizia della morte di Papa Francesco mi ha colpito con la forza silenziosa e devastante delle cose inevitabili, ma mai davvero immaginabili». Così il Cavaliere Domenico De Rosa, CEO del Gruppo Smet, affida alla memoria parole profonde, che tracciano un ritratto intimo e solenne del Pontefice scomparso.</p>
<p>«Se ne va un uomo che ha incarnato l’umiltà con la fierezza di chi sa che il Vangelo non è soltanto un libro da predicare, ma una via da percorrere fino in fondo, a piedi scalzi, tra le pieghe ferite dell’umanità».</p>
<p>Il Cavaliere De Rosa ricorda con emozione il momento in cui ha avuto l’opportunità di incontrare Papa Francesco. «Ho avuto l’onore – e uso questa parola con la consapevolezza del suo peso – di incontrarlo. Un incontro che porto dentro come si portano i momenti rari, quelli che non cercano clamore, ma ti cambiano in silenzio. Papa Francesco non parlava molto, ma ogni parola che pronunciava era accompagnata da uno sguardo capace di trapassarti l’anima. Non era un uomo che ti osservava, era un uomo che ti vedeva».</p>
<p>«In un solo istante – prosegue il Cavaliere De Rosa – ho avuto la netta sensazione che riuscisse a leggerti dentro, come se avesse già attraversato tutte le tue fragilità, le tue domande, le tue incertezze. Eppure non giudicava. Ti spronava, con una semplicità disarmante, a essere più autentico, più vero, più giusto. In quel breve incontro, ciò che mi colpì fu la sua calma inquieta. Non la pace di chi si accontenta, ma la serenità del combattente stanco che però continua, perché sa che la battaglia, quella vera, non si abbandona mai».</p>
<p>Nel suo intervento, il Cavaliere De Rosa sottolinea la missione coraggiosa di Papa Francesco: «Ha lottato, con tutte le sue forze, per correggere quelle derive umane che, nel corso del tempo, hanno appesantito e a volte tradito la missione eucaristica della Chiesa. Ha toccato temi scomodi, ha camminato ai margini, ha abbracciato i dimenticati, ha parlato chiaro dove tanti tacevano».</p>
<p>Ma per il Cavaliere De Rosa, oltre al pastore, in Papa Francesco c’era un leader globale: «Un’autorità morale riconosciuta anche da chi non condivideva la sua fede. In un mondo frammentato, attraversato da tensioni culturali, religiose e politiche, Papa Francesco ha assunto su di sé il peso immenso di rappresentare tutti: credenti e non credenti, ricchi e poveri, il nord e il sud del mondo. Ha cercato di costruire ponti là dove altri erigevano muri. Ha parlato con capi di Stato, con emarginati, con migranti, con prigionieri. E a ognuno ha offerto la stessa cosa: ascolto, dignità, compassione».</p>
<p>Il Cavaliere De Rosa conclude con parole cariche di gratitudine e consapevolezza: «La sua morte è una grande perdita per l’umanità. Non solo per i fedeli, ma per chiunque creda ancora che esista un’etica universale, una speranza condivisibile, una luce che non appartiene a nessun potere ma che illumina tutti. Il ricordo di Papa Francesco rimarrà indelebile. Non tanto nei libri di storia, quanto nei cuori di coloro che, almeno una volta, si sono sentiti raggiunti da quel suo modo unico di amare il mondo con la fermezza del profeta e la tenerezza del padre».</p>
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		<title>Dazi americani e silenzi europei: intervista al Cavaliere Domenico De Rosa: “Così stiamo perdendo l’industria, nel silenzio anche della Confindustria”.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 15:05:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre gli Stati Uniti si preparano a varare nuovi dazi sulle auto europee, l’industria italiana rischia un colpo durissimo. Abbiamo intervistato il Cavaliere Domenico De Rosa, CEO del Gruppo Smet, uno dei protagonisti della logistica...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-small-font-size">Mentre gli Stati Uniti si preparano a varare nuovi dazi sulle auto europee, l’industria italiana rischia un colpo durissimo. Abbiamo intervistato il Cavaliere Domenico De Rosa, CEO del Gruppo Smet, uno dei protagonisti della logistica industriale in Italia, per capire cosa sta accadendo davvero e perché l’Europa – e l’Italia – sembrano immobili.</p>
<p class="has-small-font-size">
<p><strong>Errori strategici da parte dell’Europa?</strong></p>
<p>Non parliamo di singoli errori: qui c’è un’intera architettura sbagliata. Abbiamo iper-regolato, iper-tassato e iper-moralizzato l’industria europea, mentre gli altri costruivano filiere robuste e difendevano i propri mercati. Trump – e ora chi viene dopo – fa esattamente ciò che aveva promesso: proteggere l’industria americana. Noi, invece, ci siamo auto-sabotati in nome di una visione puramente ideologica che ha favorito solo i grandi gruppi franco-tedeschi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lo scontro con Trump è stato personalizzato. Un errore?</strong></p>
<p>Un errore da dilettanti. Non si fa politica estera contro un uomo, ma con una visione. Che sia Trump, Vance o chi verrà, gli Stati Uniti hanno deciso di chiudere i rubinetti del multilateralismo gratuito. E noi rispondiamo con comunicati moralisti? Così rischiamo di passare da partner a comparse. Qui non c’entra la politica: c’entra il PIL, l’occupazione, la sovranità industriale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E l’industria italiana in tutto questo?</strong></p>
<p>Resiste. Non grazie alla politica, ma per istinto di sopravvivenza. Siamo nati col debito pubblico, cresciuti con il costo dell’energia più alto d’Europa, e oggi affrontiamo anche la schizofrenia della transizione ecologica fatta senza una strategia. Ma anche la resilienza ha un limite. Se non cambia la rotta a Bruxelles e se Roma continua a stare zitta, non basterà più sventolare il Made in Italy.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Qual è allora la direzione da prendere?</strong></p>
<p>Serve una visione industriale seria, non una sfilata di convegni sulla sostenibilità. Bisogna tornare a dire che produrre è un atto nobile, che esportare è strategico, e che difendere il mercato interno è una forma di dignità nazionale. E serve una diplomazia concreta, non da salotto. Oggi l’Europa è sola, debole e senza una dottrina commerciale. L’America fa i suoi interessi. I cinesi anche. Noi ci citiamo a vicenda nei panel.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Una parola sul futuro?</strong></p>
<p>Se l’Europa non ritrova il coraggio del pragmatismo, finiremo a difendere le regole di un gioco a cui non siamo più invitati. È il momento di smettere di predicare e cominciare a trattare. Ricordiamoci che senza industria non c’è sovranità, senza energia non c’è autonomia e senza strategia non c’è futuro.</p>
<p><strong>Confindustria. Che ruolo dovrebbe giocare e come giudica l’attuale atteggiamento?</strong></p>
<p>Lo dico con amarezza: Confindustria è troppo timida, troppo diplomatica e fuori dal conflitto reale. Serve una voce forte, che bussi con decisione a Bruxelles e Palazzo Chigi, non per chiedere incentivi a pioggia, ma per esigere una politica industriale coerente con la realtà.</p>
<p>Parla molto di sostenibilità, ma poco di competitività. Si confronta con i ministri, ma non li sfida. Firma manifesti, ma non detta linee. In Europa, purtroppo, non esiste come soggetto realmente influente.</p>
<p>Abbiamo bisogno di una Confindustria scomoda, capace di costruire una narrativa potente, che ricordi ai decisori europei che il mondo reale non è fatto di slide, ma di imprese sotto pressione. Finché non succede, gli imprenditori italiani restano soli: a pagare i dazi, a reinventarsi ogni giorno, e a sopravvivere tra l’indifferenza e la retorica.</p>
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		<title>L’Europa della falsa democrazia: quando il potere è senza Popolo</title>
		<link>https://www.smet.it/home/leuropa-della-falsa-democrazia-quando-il-potere-e-senza-popolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[comunicazione@smet.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 14:55:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Domenico De Rosa, CEO del Gruppo Smet Dottor De Rosa, lei ha spesso espresso forti critiche verso l’Unione Europea e la sua struttura di potere. Può spiegare il suo punto di vista? L’Unione...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smet.it/home/leuropa-della-falsa-democrazia-quando-il-potere-e-senza-popolo/">L’Europa della falsa democrazia: quando il potere è senza Popolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.smet.it">SMET</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervista a Domenico De Rosa, CEO del Gruppo Smet</em></p>
<p><strong>Dottor De Rosa, lei ha spesso espresso forti critiche verso l’Unione Europea e la sua struttura di potere. Può spiegare il suo punto di vista?</strong></p>
<p>L’Unione Europea di oggi è l’emblema di una degenerazione tecnocratica che ha completamente svuotato di significato il concetto stesso di democrazia. Ursula von der Leyen rappresenta perfettamente questo sistema: una figura imposta dall’alto, senza alcuna legittimazione popolare, scelta attraverso giochi di potere burocratici e spartizioni tra élite politiche che ignorano la volontà dei cittadini europei. Se si tenesse oggi una votazione di gradimento sulla sua leadership, credo che difficilmente supererebbe il 5%, forse persino meno. Eppure, grazie a regole opache e antidemocratiche, questa persona guida la Commissione Europea e definisce la politica di 450 milioni di cittadini senza che nessuno l’abbia mai realmente scelta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In che modo questo sistema danneggia l’Europa e i suoi cittadini?</strong></p>
<p>Il problema è che il potere è concentrato nelle mani di una classe dirigente scollegata dalla realtà, che non deve rispondere ai cittadini, ma solo ai giochi di equilibri interni di Bruxelles. Von der Leyen non ha mai dovuto affrontare un vero dibattito pubblico, non ha mai dovuto conquistare il consenso con idee innovative o con un’autentica leadership. È semplicemente emersa come figura di compromesso tra il Partito Popolare Europeo e Angela Merkel, che l’ha imposta nonostante i fallimenti della sua gestione come ministro della Difesa in Germania.</p>
<p>Il risultato è una tecnocrazia autoreferenziale che impone regolamenti soffocanti, decisioni economiche devastanti e strategie geopolitiche suicide, senza mai doversi confrontare con il dissenso popolare. Oggi l’Europa è sempre meno competitiva, paralizzata da una burocrazia asfissiante e da un’ideologia che soffoca l’iniziativa privata, il dinamismo industriale e la capacità di adattarsi a un mondo in continua evoluzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ma la Commissione Europea non è comunque espressione del Parlamento Europeo, che è eletto dai cittadini?</strong></p>
<p>Questa è la grande illusione che viene venduta ai cittadini. La realtà è che il Parlamento Europeo non ha un vero potere di iniziativa legislativa e che le decisioni più importanti vengono prese da organismi non eletti direttamente dal popolo. Se un capo di governo nazionale avesse un consenso inferiore al 5%, sarebbe costretto a dimettersi o sarebbe spazzato via alle elezioni successive. Ma nell’UE, dove il voto popolare è stato sterilizzato, un leader impopolare può restare al comando senza dover rendere conto a nessuno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quali sono, secondo lei, gli effetti più dannosi di questa struttura di potere?</strong></p>
<p>Prendiamo ad esempio il Green Deal, una strategia che sta letteralmente autodistruggendo il nostro sistema produttivo senza che nessuno abbia avuto voce in capitolo. Il problema non è solo che queste politiche sono sbagliate – e lo sono – ma che i cittadini europei non hanno alcun potere reale di fermarle. Ci troviamo di fronte a un sistema che si auto-perpetua, privo di veri meccanismi di responsabilizzazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quindi, secondo lei, l’Europa è destinata al declino?</strong></p>
<p>Se non si interverrà per scardinare questo sistema, il declino è inevitabile. L’Europa ha bisogno di una vera democrazia, in cui il potere sia nelle mani del popolo e non di una tecnocrazia che decide senza alcun mandato popolare. Solo restituendo ai cittadini il potere di scegliere il proprio destino si potrà invertire questa tendenza autodistruttiva. Finché questo non accadrà, continueremo a essere governati da una macchina burocratica che ignora la volontà delle persone e soffoca il futuro dell’Europa.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smet.it/home/leuropa-della-falsa-democrazia-quando-il-potere-e-senza-popolo/">L’Europa della falsa democrazia: quando il potere è senza Popolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.smet.it">SMET</a>.</p>
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		<title>RaiNews24 accende i riflettori su De Rosa: «Ha scommesso sulla sostenibilità»</title>
		<link>https://www.smet.it/home/rainews24-accende-i-riflettori-su-de-rosa-ha-scommesso-sulla-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[comunicazione@smet.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 08:43:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I giornalisti di Spotlight intervistano l’amministratore di SMET Group: «Ecco perché il New Green Deal imposto dall’Europa è irrealizzabile». «Domenico De Rosa ha scommesso sulla sostenibilità». Parole dei giornalisti di Spotlight, rubrica d’approfondimento di RaiNews24,...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smet.it/home/rainews24-accende-i-riflettori-su-de-rosa-ha-scommesso-sulla-sostenibilita/">RaiNews24 accende i riflettori su De Rosa: «Ha scommesso sulla sostenibilità»</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.smet.it">SMET</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="p1"><span class="s1"><b>I giornalisti di Spotlight intervistano l’amministratore di SMET Group: «Ecco perché il New Green Deal imposto dall’Europa è irrealizzabile».</b></span></h2>
<p class="p2"><span class="s1">«<b>Domenico De Rosa ha scommesso sulla sostenibilità</b>». Parole dei giornalisti di <b><i>Spotlight</i></b>, rubrica d’approfondimento di <b><i>RaiNews24</i></b>, che sabato 18 gennaio hanno puntato i riflettori sul cavalier <b>Domenico De Rosa</b>, CEO di SMET Group, per esplorare il tema della transizione ecologica nel settore dei trasporti pesanti. Un nodo cruciale, affrontato dal cavalier De Rosa con la lucidità di chi conosce a fondo il mercato e con la determinazione di chi lavora per cambiare le cose, perché le conseguenze di politiche miopi e poco lungimiranti mettono in ginocchio un intero comparto. Le modalità perseguite dall’Europa, per imporre in soli cinque anni agli operatori della logistica italiana l’utopistico obiettivo di tagliare le emissioni di CO2 del 45%, non brillano di certo per capacità d’adattarsi alla realtà.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">La redazione della prestigiosa trasmissione televisiva ha riconosciuto De Rosa come un vero e proprio <b>esempio d’attenzione all’ambiente</b>, imperniata sui fatti e non su vuote parole. «<i>La transizione ecologica è una necessità, ma non possiamo permetterci di trasformarla in un&#8217;utopia inattuabile</i> – è la posizione di De Rosa –. <i>Il trasporto pesante ha bisogno di soluzioni concrete e realizzabili, ma oggi l’Europa sta trascurando le tecnologie già disponibili, come i biocarburanti, per puntare su modelli teorici che non hanno ancora dimostrato di funzionare</i>».</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Nel corso della trasmissione, d’altronde, è emerso un quadro preoccupante, perché non tutti guardano all’innovazione come fa De Rosa. <b>in Italia, metà dei mezzi pesanti in circolazione è ancora Euro 4</b>, uno standard introdotto 19 anni fa e ormai del tutto superato. Pensare di riuscire raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni con un parco mezzi tanto obsoleto è impossibile. Eppure, nonostante la mesta realtà dei fatti, manca un piano strutturato per supportare le aziende in questa transizione. E le strade più valide sono state immotivatamente ignorate dai burocrati al governo dell’Europa.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><b>Di biocarburanti</b>, per esempio, <b>non si parla più</b>. Ciononostante, nel quartier generale di Salerno, De Rosa ha raccontato ai giornalisti Rai l’esperienza di SMET Group, che nel 2024 ha rinnovato la flotta <a href="https://www.iveco.com/italy/scopri-iveco/Sala-stampa/Release-Pages/PressReleasePages/2024/La-sostenibilita-del-Gruppo-Smet-viaggia-su-100-nuovi-IVECO-S-WAY-alimentati-ad-HVO"><span class="s2">con 100 nuovi IVECO S-Way alimentati a HVO</span></a>, acronimo che sta per olio vegetale idrogenato, un biocarburante capace di ridurre le emissioni di CO2 fino al 90%. «<i>Questi mezzi rappresentano un esempio concreto di come il settore potrebbe evolvere</i> – ha sottolineato –. <i>Ma nonostante la loro efficacia, l’Europa continua a ignorare i biocarburanti per puntare esclusivamente sul motore elettrico, che oggi non è una soluzione praticabile per il trasporto pesante</i>».</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Il CEO ha acceso i riflettori su una contraddizione che rischia di compromettere drasticamente il futuro dell’industria europea: «<i>Per caricare </i><b><i>le batterie di un tir</i></b><i> sarebbe necessario </i><b><i>un assorbimento energetico pari a quello di un intero quartiere residenziale</i></b> – ha spiegato De Rosa –. <i>Senza contare che il trasporto delle batterie riduce drasticamente la capacità di carico, costringendo a </i><b><i>raddoppiare i mezzi per lo stesso volume di merce</i></b>». Insomma, il New Green Deal, così com’è concepito, porterebbe addirittura a un incremento del traffico sulle reti stradali e autostradali.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">L’amministratore delegato di SMET lo sostiene da una vita: la sostenibilità deve andare di pari passo con il pragmatismo. «<i>Il New Green Deal è un </i><b><i>disegno abbozzato in un palazzo</i></b><i>, lontano dalla realtà, nella convinzione che l’Europa sia il mondo. Non è lo è: l’Europa è un mercato che il mondo può prendersi, e questo è un rischio immenso</i>». Pure perché altrove non stanno a guardare, a partire dai confini. «L’Europa rischia di rimanere indietro rispetto a stati vicini, uno su tutti la Turchia, che adottano strategie molto più snelle e competitive».</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Nel finale della trasmissione, De Rosa ha lanciato un appello diretto alla politica europea: «<i>Il </i><a href="https://www.occhionotizie.it/piano-draghi-competitivita-europea-proposte-critiche.html/amp/"><span class="s2"><i>piano stilato da </i><b><i>Mario Draghi</i></b></span></a><i>, che prevede investimenti annuali da 800 miliardi di euro, è un passo importante, ma va trasformato in azioni concrete. </i><b><i>Una cura somministrata troppo tardi non è una cura</i></b><i>. Serve agire ora»</i>. L’Europa deve tornare competitiva: non si può più aspettare.</span></p>
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		<title>Il Cav. De Rosa (SMET) all’assemblea ALIS: “imprenditore è dimensione umana”</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Dec 2024 08:32:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“L’imprenditore non esiste nella dimensione del pessimismo. Tutti dovrebbero provare l’esperienza di diventare, in qualche misura, imprenditori”. Con queste parole, il Cav. Domenico De Rosa, CEO di SMET, ha aperto il suo intervento all’Assemblea Generale dell’ALIS, offrendo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“L’imprenditore non esiste nella dimensione del pessimismo. Tutti dovrebbero provare l’esperienza di diventare, in qualche misura, imprenditori”. Con queste parole, il Cav. Domenico <a href="http://domenicoderosa.eu/"><strong>De Rosa</strong></a>, CEO di <a href="http://smet.it/"><strong>SMET</strong></a>, ha aperto il suo intervento all’Assemblea Generale dell’ALIS, offrendo una riflessione profonda sulla figura dell’imprenditore e sul ruolo cruciale della logistica nell’attuale contesto economico globale.</p>
<p>Per il Cav. De Rosa, essere imprenditori non è solo una scelta professionale. “Essere imprenditori è nei fatti<strong> una vera e propria dimensione umana</strong> – spiega il CEO di SMET – che va conosciuta e poi eventualmente, a seconda delle attitudini dell’individuo, va abbracciata o meno. Ci sono dei caratteri che non sopportano questa tensione legata all’incertezza e all’ignoto, mentre ce ne sono altri (di caratteri) che si alimentano di essa”. Questa attitudine, secondo il Cav. De Rosa, è ciò che distingue chi riesce a trasformare le sfide in opportunità, purché si sappia affrontare le sfide della realtà con il giusto pragmatismo. E proprio con pragmatismo viene affrontato uno dei temi centrali dell’assemblea generale dell’ALIS di quest’anno: il processo di decarbonizzazione in atto nell’UE. Il Cav. De Rosa ha evidenziato come la transizione ecologica voluta dall’Unione Europea sia spesso improntata più sull’idealismo che su un reale confronto con la realtà operativa del settore. “La decarbonizzazione come prevista dall’Unione <strong>è inevitabilmente fondata sull’idealismo</strong>: non sull’ottimismo né ancor meno sul realismo e pragmatismo”. Un’affermazione che ha trovato eco tra gli operatori del settore presenti, chiamati quotidianamente a bilanciare le richieste di sostenibilità con le esigenze pratiche delle operazioni logistiche.</p>
<p>Il CEO di SMET ha sottolineato che la logistica, per sua natura, è un emblema del pragmatismo. “I trasporti devono essere logici, avere un senso concreto”. Da qui l’esigenza di politiche che, pur puntando alla sostenibilità, siano in grado di coniugare ambizione e fattibilità, evitando di “imporre obiettivi irrealistici che rischiano di mettere in crisi l’intero comparto e i cui effetti nefasti andrebbero a ripercuotersi su tutti i cittadini europei” spiega il Cav. De Rosa.</p>
<p>Nonostante le difficoltà, De Rosa ha ribadito l’importanza di mantenere un atteggiamento ottimistico e propositivo nei confronti della vita e delle sfide che siamo chiamati a raccogliere. “Le nostre azioni partono dalla mente, dalle idee positive. Il disfattista e pessimista, che vede solo disagi, limiti e problemi, non può che essere un fattore negativo. È per questo che l’imprenditore deve essere un ottimista per natura”. Tuttavia, ha precisato che l’ottimismo deve essere radicato nella realtà e trasformarsi in azioni concrete: “L’imprenditore deve avere sempre una capacità di visione del reale. Poi, questa visione deve tramutarsi in fatti, in azioni: <strong>non basta parlare. Bisogna agire</strong>.”</p>
<p>Per il Cav. De Rosa, l’imprenditore ottimista non si limita a vedere il lato positivo, ma costruisce soluzioni basate su una visione lucida e pragmatica del contesto in cui opera. Un principio che si applica perfettamente alla logistica, settore che richiede un equilibrio costante tra efficienza e innovazione e che, all’assemblea generale dell’ALIS, è stato un elemento essenziale e ricorrente, mettendo d’accordo le voci dei principali attori della logistica italiana.</p>
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		<title>De Rosa (SMET): Un modello integrato per una vera transizione energetica</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Nov 2024 14:08:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo la “via europea”, l’elettrificazione è presentata come la chiave di volta della transizione energetica. Il Cav. Domenico De Rosa, CEO di SMET, sostiene invece che i biocarburanti siano indispensabili per settori difficili da decarbonizzare. De Rosa,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo la “via europea”, l’elettrificazione è presentata come la chiave di volta della transizione energetica. Il Cav. Domenico <a href="http://domenicoderosa.eu/"><strong>De Rosa</strong></a>, CEO di <a href="http://smet.it/"><strong>SMET</strong></a>, sostiene invece che i biocarburanti siano indispensabili per settori difficili da decarbonizzare.</p>
<p><strong><br />
De Rosa, perché ritiene che i biocarburanti siano così importanti nella transizione energetica?<br />
</strong>Perché offrono soluzioni concrete e già disponibili per settori come il trasporto pesante, l’aviazione e la navigazione. Questi ambiti hanno esigenze energetiche che l’elettrificazione fatica a soddisfare, soprattutto per questioni legate alla densità energetica e all’autonomia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quindi vede i biocarburanti come una tecnologia complementare all’elettrificazione?<br />
</strong>Esatto. Non sono in contrapposizione, ma parte di un sistema integrato. L’elettrificazione è fondamentale per settori come il trasporto leggero e il trasporto pubblico urbano, ma non possiamo ignorare i limiti tecnici e logistici che incontriamo in altre applicazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A cosa si riferisce quando parla di “limiti tecnici”?<br />
</strong>Ad esempio, le batterie. Hanno un peso significativo e un’autonomia limitata rispetto ai combustibili liquidi. Per i veicoli pesanti o per l’aviazione, queste caratteristiche sono un ostacolo. Inoltre, l’elettrificazione richiede infrastrutture di ricarica capillari e molta energia rinnovabile, due elementi che non sono ancora sufficientemente sviluppati ovunque.</p>
<p><strong>Quali vantaggi concreti vede nei biocarburanti rispetto all’elettrificazione?<br />
</strong>Il primo è la compatibilità con le infrastrutture esistenti. Non c’è bisogno di riconvertire completamente flotte e motori: i biocarburanti possono essere usati negli attuali motori a combustione interna. Poi c’è l’impatto sulle aree rurali: la loro produzione crea nuove opportunità economiche e posti di lavoro in zone spesso marginalizzate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non c’è però il rischio che la produzione di biocarburanti entri in conflitto con l’agricoltura alimentare?<br />
</strong>Questa era una critica valida per i biocarburanti di prima generazione, prodotti da colture alimentari. Ma oggi parliamo di biocarburanti avanzati, ottenuti da rifiuti, alghe o scarti agricoli. Non competono con l’agricoltura e, anzi, valorizzano materiali che altrimenti andrebbero sprecati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alcuni, però, potrebbero sostenere che puntare su molteplici tecnologie disperda risorse. Perché non concentrare gli investimenti sull’elettrificazione?<br />
</strong>Perché la transizione energetica è una sfida complessa e non possiamo permetterci di trascurare altre soluzioni. Affidarsi esclusivamente all’elettrificazione significa ignorare le esigenze specifiche di settori difficili da decarbonizzare, con il rischio di rallentare il processo complessivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In quest’ottica, qual è il modello ideale per il futuro?<br />
</strong>Un modello che integri tutte le soluzioni disponibili: elettrificazione, biocarburanti, energie rinnovabili e stoccaggio energetico. Solo così potremo raggiungere gli obiettivi di sostenibilità senza compromettere la sicurezza energetica e l’equilibrio economico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ci sono settori in cui i biocarburanti, secondo lei, saranno imprescindibili?<br />
</strong>Sicuramente nei trasporti pesanti, nell’aviazione e nella navigazione. Sono ambiti in cui non vedo alternative valide nel breve termine. Anche il settore industriale, in alcune applicazioni, potrebbe beneficiare dell’impiego di biocarburanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa serve per valorizzare il ruolo dei biocarburanti nella transizione?<br />
</strong>Un maggiore sostegno alla ricerca, un quadro normativo chiaro e incentivi per lo sviluppo di biocarburanti avanzati. Solo così potranno esprimere appieno il loro potenziale.</p>
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		<title>De Rosa (SMET): “Un referendum europeo sull’elettrico”</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 09:46:28 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smet.it/home/de-rosa-smet-un-referendum-europeo-sullelettrico/">De Rosa (SMET): “Un referendum europeo sull’elettrico”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.smet.it">SMET</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane, è tornata in voga la discussione sul new green deal. Il ministro italiano dello Sviluppo Economico, Adolfo Urso, aveva chiesto una revisione anticipata dei termini dell’accordo che porterà l’UE al blocco ai motori endotermici entro il 2035. Un’iniziativa accolta con grande favore da politici ed imprenditori, in maniera trasversale, sia in Italia che nel resto d’Europa. Ora, però, <strong>sembra esserci una marcia indietro della Germania</strong>, dopo un primo, timido tentativo di dialogo e avvicinamento alle posizioni espresse dal governo italiano. Il ministro tedesco <strong>Habeck </strong>ha sottolineato di voler <strong>confermare il 2035 come data dello stop ai motori endotermici</strong>, aprendo tuttavia a una maggior serie di aiuti per imprese e consumatori. E il ministro Urso ammorbidisce la sua posizione, chiedendo di garantire il massimo supporto a tutti gli attori che potrebbero vedersi pregiudicati dalle disposizioni del new green deal.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Cav. Domenico <a href="http://domenicoderosa.eu/"><strong>De Rosa</strong></a>, CEO di <a href="https://www.smet.it/"><strong>SMET</strong></a>, si era espresso positivamente sulla richiesta di Urso di rivedere i termini del blocco ai motori endotermici del 2035. “Non è il momento di cedere ma di spingere – spiega il Cav. De Rosa – verso un ritorno alla realtà. Non possiamo rovesciare le sorti del nostro comparto produttivo attraverso bonus a pioggia per una soluzione già respinta dal mercato. <strong>Perché investire ancora di più in qualcosa che non funziona</strong>?” Si chiede il numero uno di SMET. “È assolutamente evidente che aver puntato tutto sull’elettrificazione non ha funzionato. Nonostante gli incentivi da un lato e le limitazioni dall’altro, i consumatori non hanno virato, come qualcuno si poteva auspicare, verso l’elettrico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E questo non lo dice Domenico De Rosa:<strong> lo dicono i numeri, i freddi dati che parlano e che più di tutti ci riportano alla realtà</strong>. L’automobile rappresenta la libertà di movimento delle persone – spiega il CEO di SMET – e i cittadini europei dovrebbero avere l’opportunità di esprimersi direttamente su un tema che impatta la loro quotidianità e la loro libertà”. Da qui, la proposta di “<strong>un referendum </strong>che potrebbe chiarire una volta per tutte la direzione che l’Europa intende seguire”.</p>
<p>L’auspicio del Cav. Domenico De Rosa è quello di tenere la barra dritta. “La richiesta di rivedere i termini del new green deal e il blocco ai motori endotermici 2035<strong> è una battaglia chiave per la ripresa dell’economia italiana ed europea</strong>. Stiamo assistendo al fragoroso crollo dell’industria italiana e all’apnea che vive il comparto dell’automotive. Puntare altre fiches sulla mano sbagliata ci farà solo perdere altro tempo, denaro e terreno rispetto ai principali competitor globali. I primi ad accorgersi dell’impossibilità di proseguire sulla linea tracciata dall’UE sono proprio le case automobilistiche che, non a caso, stanno rivedendo i loro piani industriali per evitare di sprofondare. Chiunque abbia potuto saggiare gli <strong>effetti reali di una transizione ecologica ed energetica spinta oltre ogni limite</strong> ed oltre ogni logica, sa che c’è da intervenire quanto prima”.</p>
<p>La partita è ancora lunga e il 2035 è lontano, ma gli effetti delle politiche europee sull’economia e produzione si fanno sentire sempre più. “Dobbiamo rimanere compatti – conclude il Cav. De Rosa – e marciare in un’unica direzione. Questa non è una battaglia ideologica ma di buon senso, che dovrebbe unire tutti, progressisti e conservatori: <strong>perché la realtà non applica etichette</strong>”.</p>
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		<title>De Rosa (SMET): “Non stacchiamo la spina a motori endotermici: non è ciò che vuole il mercato”</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 13:41:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i tanti temi centrali e propriamente strategici per il futuro dell’Unione Europea c’è quello dell’elettrificazione e della nuova mobilità sostenibile. In particolare, il new green deal sta spingendo l’Unione verso una accelerazione che, a...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i tanti temi centrali e propriamente strategici per il futuro dell’Unione Europea c’è quello dell’elettrificazione e della nuova mobilità sostenibile. In particolare, il new green deal sta spingendo l’Unione verso una accelerazione che, a detta del CEO di <a href="https://www.smet.it/"><strong>SMET</strong></a>, Domenico <a href="https://domenicoderosa.eu/"><strong>De Rosa</strong></a>, è stata fin troppo affrettata. La transizione non può avvenire con i tempi “imposti per legge”.</p>
<p>De Rosa ha sottolineato come tante imprese dell’automotiv hanno fatto dietrofront tornando al motore endotermico. “Non ultima &#8211; ricorda De Rosa &#8211; la Mercedes-Benz, che fino a qualche giorno fa puntava ad una elettrificazione totale entro il 2030. Voglio ricordarlo che non si va verso la transizione energetica a forza di legge, obbligando il mercato ad un’unica soluzione”. Domenico De Rosa pone l’accento sulle storture legate ai forti incentivi all’elettrico, che vanno contro la volontà e gli interessi dei consumatori. Stando ad un sondaggio di Deloitte, il gradimento verso il motore termico e per le auto a benzina e diesel è passato dal 19 al 30%. “Questa è la ragione per cui il veicolo elettrico non sarà mai preso dal mercato come preponderante e raggiungerà, al più, il 30% della quota di mercato. Inoltre, si parla di un segmento interessato necessariamente compatibile con le loro esigenze di mobilità e con l’elettrificazione e ricarica del veicolo”.</p>
<p>Se in Europa il ragionamento sull&#8217;elettrificazione sembra ancora in fase embrionale, negli Stati Uniti la richiesta da parte delle case produttrici di automobili è quella di evitare passi falsi e affrettati. “Anche la <strong>Apple </strong>ha cancellato il programma di creazione dei veicoli elettrici &#8211; ricorda De Rosa -, sinonimo del fatto che la direzione del futuro non è affatto quella dell’elettrificazione spinta. Gli investitori e gli analisti hanno applaudito questa decisione dell&#8217;amministratore delegato <strong>Tim Cook</strong> perché sottrae Apple dalle difficoltà di quel segmento di mercato”.</p>
<p>La richiesta che viene dalle case produttrici è di alleggerire le richieste dell’EPA (Environmental Protection Agency). Negli Stati Uniti si è posto l’obiettivo di ridurre le emissioni dei veicoli di un 56% per le vetture prodotte tra il 2027 e il 2032. Per farlo, si è richiesto di portare la quota delle auto elettriche vendute al 60% entro il 2030, per raggiungere il 67% entro il 2032. A questa richiesta, però, fanno muro le case produttrici, sostenute e legittimate anche dai dati relativi al consumo e gradimento dei cittadini nordamericani.</p>
<p>“Non possiamo forzare il mercato in nome dell’ideologia” prosegue De Rosa. “La sostenibilità ambientale deve essere perseguita attraverso una transizione controllata, che rispetti i tempi di sviluppo della tecnologia (non solo elettrica). Ci sono una serie di fattori che non sono stati valutati adeguatamente dall’Unione. Si perde di vista il processo di riconversione delle fabbriche e l’aggiornamento delle case automobilistiche, il gran lavoro di carattere infrastrutturale (che può occupare svariati anni) e la disponibilità economica e le reali esigenze dei consumatori”. Il CEO di SMET sottolinea che “c’è bisogno di una politica adeguata e commisurata alle esigenze produttive e che tenga in considerazione l’impatto ambientale a livello globale. Sappiamo benissimo, e non mi stanco di dirlo, che l’Europa incide per meno delle 10% sulle emissioni globali. Non possiamo prescindere da questo dato” conclude De Rosa.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smet.it/blog/de-rosa-smet-motori-endotermici-green/">De Rosa (SMET): “Non stacchiamo la spina a motori endotermici: non è ciò che vuole il mercato”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.smet.it">SMET</a>.</p>
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		<title>Innovazione e trasformazione digitale: il Gruppo Smet premiato allo &#8220;Young Innovators Business Forum&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[comunicazione@smet.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 08:43:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Domenico De Rosa, Ceo di Smet: "Importante riconoscimento a SMET del contributo apportato all'ecosistema innovativo italiano"</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smet.it/blog/innovazione-e-trasformazione-digitale-il-gruppo-smet-premiato-allo-young-innovators-business-forum/">Innovazione e trasformazione digitale: il Gruppo Smet premiato allo &#8220;Young Innovators Business Forum&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.smet.it">SMET</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p class="v1default-style"><strong>Domenico De Rosa, Ceo di Smet: &#8220;Importante riconoscimento a SMET del contributo apportato all&#8217;ecosistema innovativo italiano&#8221;</strong></p>
<div></div>
<div>Innovazione e trasformazione digitale, eccellenze dal mondo delle imprese e del Made in Italy, investimenti, transizione energetica. Questi i temi intorno ai quali è ruotata la II edizione dello &#8220;Young Innovators Business Forum&#8221;, ospitata nella sede della Borsa di Milano a Palazzo Mezzanotte.</div>
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<p class="v1default-style">La manifestazione &#8211; promossa dall&#8217;ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori) in collaborazione con gli Uffici del Parlamento Europeo in Italia e con il patrocinio della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, dell&#8217;Agenzia per l&#8217;Italia Digitale, del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), dell&#8217;ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile) e del Comune di Milano – ha avuto tra i suoi protagonisti <a href="https://domenicoderosa.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Domenico De Rosa</strong></a><strong>,</strong> CEO del Gruppo <a href="https://www.smet.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>SMET</strong></a>, che è stato premiato nel corso dell&#8217;iniziativa.</p>
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<div>Un atto, questo, di grande valenza dal momento che è stato riconosciuto lo sforzo compiuto quotidianamente da SMET, azienda leader nel settore della logistica e dei trasporti, nell&#8217;innovazione dei suoi processi gestionali, che ha ricadute importanti sul sistema Paese.</div>
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<div>&#8220;Sono enormemente orgoglioso di ritirare al Palazzo della Borsa di Milano l&#8217;Innovation Business Award per l&#8217;importante contributo apportato dalla SMET all&#8217;ecosistema innovativo italiano, a sostegno dello sviluppo e della crescita del nostro Paese – ha spiegato Domenico De Rosa &#8211; Questo riconoscimento va a tutti coloro che ogni giorno, insieme a me, compiono uno sforzo per migliorare se stessi, apportando in questo modo anche un&#8217;evoluzione nei processi nei quali sono impegnati, divenendo così i primi attori primi del cambiamento&#8221;.</div>
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<div>La &#8220;Young Innovators Business Forum&#8221; è una manifestazione unica nel panorama italiano ed europeo, che pone l&#8217;accento sulle eccellenze del mondo istituzionale, economico, imprenditoriale e accademico, accendendo i riflettori sulle principali sfide dell&#8217;ecosistema paese, con un&#8217;attenzione particolare alle opportunità di crescita e di sviluppo, ai nuovi trend tecnologici e alla transizione ecologica e digitale.</div>
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