La famiglia De Rosa ha fondato Smet a Salerno nel 1947 dirige il gruppo da tre generazioni. Alla guida è oggi Domenico De Rosa. Il gruppo, che ha chiuso il 2018 con un fatturato aggregato di 315 milioni di euro, è nato come operatore dell’autotrasporto, ma si è sviluppato successivamente con attività a tutto campo nel settore intermodale. È operatore logistico e agente Fiata per le spedizioni internazionali e opera spedizioni e trasporti a livello mondiale, sia via mare sia via aereo. Oggi dispone di un parco veicolare complessivo di oltre 4.500 unità di carico e dà lavoro a 2.000 persone in 30 sedi distribuite in Europa e nel Mediterraneo.
«La nostra specialità e la nostra vocazione è la multimodalità in tutte le sue forme», spiega Domenico De Rosa. Per investire nell’intermodalità terra-mare Smet non ha atteso l’appello a favore delle Autostrade del Mare che fece nel 2000, a Messina, l’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. «Noi – afferma De Rosa – siamo impegnati a promuovere la sostenibilità dal 1995, con un uso spinto delle Autostrade del Mare, in collaborazione e partnership con il Gruppo Grimaldi. Con Grimaldi abbiamo sviluppato un progetto ambizioso e coraggioso che ci ha condotti a essere leader nell’utilizzo del settore ro-ro, sia in Mediterraneo sia in Mar Baltico. Oltre all’intermodalità marittima abbiamo sviluppato anche quella ferroviaria». Sul fronte ferroviario è attiva in collaborazione con il vettore Cfi.
L’ambiente è un obiettivo su cui Smet investe da anni. Proprio quest’anno è diventata la prima azienda al mondo a mettere in strada i veicoli di nuova generazione Iveco S-Way, che utilizzano il gas naturale liquefatto (gnl). «Sin da primi test effettuati – spiega De Rosa – i veicoli si presentano come un prodotto di grande avanguardia, dal quale ci aspettiamo risultati notevoli in termini sia di prestazioni che di consumi».
Ma i progetti di De Rosa non si fermano qui: «Dal 2023 diventeremo diesel free. Vuol dire che da quel momento non acquistermo più veicoli a trazione diesel. Continueremo a investire sul gnl, ma stiamo anche facendo analisi sull’utilizzo di combustibili differenti dal metano liquefatto». Il progetto è ancora sulla marta, ma test esaustivi saranno presentati già 2020.
I nuovi mezzi Iveco sono anche connessi telematicamente al 100 per cento. Anche questo è un aspetto importante per Smet. «La connettività consente, attraverso una app informatica che abbiamo adottato nel 2019, la massima utilizzazione dei nostri veicoli. Abbiamo diminuito drasticamente i chilometri di viaggio a vuoto e quindi di emissioni CO2. Abbiamo verificato che nel primo semestre di utilizzo dell’app abbiamo ridotto i viaggi a vuoto del 15 per cento. In questo modo si responsabilizzano gli operatori a un utilizzo migliore degli asset».
Fonte L’Avvisatore Marittimo
