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	<title>iveco turbostar Archivi - SMET</title>
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	<title>iveco turbostar Archivi - SMET</title>
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		<title>IVECO S-Way TurboStar Special Edition: il re torna a rombare su strada</title>
		<link>https://www.smet.it/blog/iveco-s-way-turbostar-special-edition/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[comunicazione@smet.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Oct 2021 09:57:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[iveco turbostar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del Gran Prix Truck 2021 d’Italia, l’IVECO ha presentato il suo nuovo modello S-Way TurboStar Special Edition. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>IVECO, azienda leader nella produzione di veicoli commerciali e industriali dal 1975, ha presentato <strong>IVECO S-Way TurboStar Special Edition</strong>, un’edizione tributata alla leggenda della casa, camion icona del trasporto su gomma durante gli anni Ottanta e non solo: IVECO TurboStar.</p>
<p>Dedicata a tutti i nostalgici, questa nuova versione dell’IVECO S-Way mette insieme passato e presente in un modello che combina il look vintage del TurboStar all’innovazione raggiunta negli ultimi anni dall’azienda. <strong>IVECO S-Way TurboStar Special Edition </strong>è quindi molto più che un camion dallo stile retrò, è un veicolo funzionale che offre la tecnologia di oggi unita alla classe di ieri.</p>
<h2>IVECO S-Way TurboStar, tra storia e valori</h2>
<p>Nata dall’unione di cinque aziende collocate in tre paesi d’Europa (Italia, Francia e Germania), IVECO affonda le sue radici in una partnership che rappresenta fin da subito l’importanza data al valore della collaborazione e dell’internazionalità. Oggi, la casa caposcuola del trasporto su strada a livello mondiale è presente in ben 160 paesi del mondo, dove fornisce vendita e assistenza di veicoli industriali, leggeri, medi e pesanti. L’offerta proposta è in continuo rinnovamento ed è garanzia di qualità e avanguardia, con le sue tecnologie motoristiche moderne (quali per esempio biocombustibili, tecnologie ibride o a propulsione elettrica) e attente alla sostenibilità (gas naturale compresso o liquefatto). L’obiettivo è da sempre quello di soddisfare il cliente e le sue esigenze, ed è proprio spinta da questo desiderio che IVECO ha pensato di ridare vita al TurboStar attraverso l’edizione speciale dell’<strong>IVECO S-Way TurboStar</strong>.</p>
<h3><strong>Le caratteristiche del nuovo IVECO S-Way TurboStar</strong></h3>
<p>Oggi, il camion rimasto nella storia torna sulla strada nelle vesti del nuovo <strong>IVECO S-Way TurboStar Special Edition</strong>, un nuovo modello presentato a Misano in occasione del Grand Prix Truck 2021 d’Italia. Grazie a un lavoro basato sull’innovazione, il nuovo modello è equipaggiato con motore Cursor 13 da 570 CV, telaio ridisegnato e progettato in base alla robustezza e alla versatilità di montaggio, fari full LED, Driving Style Evaluation e Driver attention support, climatizzatore a regolazione automatica, misuratore di pressione dei pneumatici integrato, Parking cooler, cambio automatizzato Hi-Tronix 12 marce, spoiler superiore e laterale. L’edizione speciale è anche accessoriata con Connectivity box 4G, Infotainment con navigatore e IVECO Driver Pal, oltre che con il sistema di guida predittivo IVECO Hi-Cruise. Esternamente, l’<strong>S-Way TurboStar Special Edition </strong>riprende le colorazioni classiche del TurboStar reinterpretandole in chiave moderna, così come sono state riprese le strisce a tre bande lungo la cabina adattandole alle forme del nuovo S-Way.</p>
<p>Per quanto riguarda gli interni, è stato scelto di rivestire i sedili in velluto rosso &#8211; lo stesso materiale usato anche sui vecchi TurboStar &#8211; con doppie ribattiture in grigio chiaro. I sedili, così come i cuscini e il materassino, sono ricamati con una rivisitazione del classico logo IVECO, logo presente anche in cromo satinato sul vano portaoggetti.</p>
<p>Largo spazio, inoltre, alla personalizzazione &#8211; altra punta di diamante della gamma TurboStar &#8211; grazie all’ampia scelta di accessori come la cromatura dei cerchioni e delle maniglie porta. Per finire, è stato anche scelto di inserire degli arricchimenti metallizzati sulla calandra e sugli specchi retrovisori, oltre che un bull bar su paraurti e tetto con fari addizionali.</p>
<h3><strong>Iveco TurboStar: come è nato il “Re della strada”</strong></h3>
<p>Il TurboStar, modello da cui prende ispirazione il nuovo <strong>IVECO S-Way TurboStar</strong>, fu presentato nel 1984 a Strasburgo come il primo progetto firmato interamente di un’azienda, IVECO, che era nata soltanto da poco. L’idea era quella di creare un autocarro adatto a fare lunghe tratte, ridisegnato nel telaio e con una cabina studiata per essere particolarmente confortevole. Prodotto in più di 50 mila esemplari, è stato uno tra gli autocarri più venduti in Italia, nonché il più iconico grazie alle sue strisce decorative a tre bande rosse, gialle e blu, come i colori dell’azienda, aggiunte proprio nel 1984.</p>
<p>Nella prima versione il mezzo fu equipaggiato con un propulsore sei cilindri, il 190.33, poi diventato “36” e un V8, il 190.42, ma fu solo negli anni Ottanta che fu aggiunto il più potente T-range di serie. Mentre, nel 1992, fu commercializzato il 190.48 Special HP, un modello dotato di decorazioni specifiche e serie in pelle.</p>
<p>È così che, riprendendo alcuni tratti caratteristici del <a href="https://www.smet.it/blog/iveco-turbostar/">vecchio TurboStar</a>, l’azienda ha contribuito a rafforzare il dialogo tra passato e presente, in un connubio che dà finalmente nuova vita all’autocarro più apprezzato dai camionisti e che si prospetta già come uno dei nuovi best seller IVECO.</p>
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		<title>Iveco TurboStar: l’orgoglio italiano dei mezzi pesanti</title>
		<link>https://www.smet.it/blog/iveco-turbostar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[comunicazione@smet.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2020 16:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[camion d'epoca]]></category>
		<category><![CDATA[camion storici]]></category>
		<category><![CDATA[iveco]]></category>
		<category><![CDATA[iveco turbostar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 1984 Iveco presenta la sua prima vera produzione: Iveco TurboStar. Un mezzo capace di emozionare ancora oggi gli amanti e non solo. Conosciamolo meglio.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mondo dei trasporti esistono vere e proprie icone. Mezzi che, per varie ragioni, sono diventati leggende su ruote, capaci di far battere il cuore degli appassionati. Fra i mezzi pesanti, senza ombra di dubbio, si posiziona <strong>Iveco TurboStar</strong>. La sua produzione iniziò nel 1984 ed è proseguita per meno di un decennio, successivamente sostituito dal più moderno Iveco EuroStar. Eppure, pur in un lasso di tempo così breve, è riuscito a diventare un riferimento sia per gli operatori del settore, sia per i concorrenti. Oggi, lo andiamo a conoscere più da vicino, ripercorrendo la sua storia e le caratteristiche che lo hanno trasformato in una leggenda.</p>
<h2>Iveco TurboStar: il re dell&#8217;autotrasporto italiano</h2>
<p>Sono tanti i <a href="https://www.smet.it/blog/camion-epoca/">camion storici</a> che, ancora oggi a distanza di decenni dalla loro progettazione e produzione, esercitano un fascino fortissimo sugli amanti dei mezzi pesanti. <strong>Iveco TurboStar</strong>, fra tutti, è quello che ancora raccoglie il maggior numero di preferenze. Non solo perché rappresenta l’essenza del mezzo pesante italiano, ma anche perché si fece apprezzare per le sue doti tecniche all’avanguardia e per le sue dotazioni che lo posizionarono immediatamente ai vertici di categoria. Scopriamo la storia di questo mezzo.</p>
<h3><strong>La storia di Iveco TurboStar</strong></h3>
<p>Per raccontare la storia del <strong>TurboStar</strong>, inevitabilmente occorre raccontare la storia della <a href="https://www.iveco.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Iveco</a>. Non è un caso che il TurboStar sia stato presentato nel 1984, cioè a quasi un decennio dalla nascita della casa. Nel 1975, infatti, la Fiat decise di riunire tutta la galassia di marchi europei che operavano nella produzione di mezzi pesanti: la Fiat Veicoli Industriali, la Lancia Veicoli Speciali, la OM, la Unic e la Magirus-Deutz. Per un lungo periodo, il raggruppamento di imprese continua la produzione dei veicoli progettati da queste case, subendo una spietata concorrenza dal mondo dei veicoli industriali.</p>
<p>La Iveco, tuttavia, ha le spalle larghe e nel 1984 è pronta a lanciare il proprio guanto di sfida, specialmente nel settore dei mezzi di taglia maggiore. Nel luglio di quell’anno, le riviste di settore pubblicarono le prime fotografie del <strong>TurboStar 190</strong> in una inedita colorazione grigio metallizzato. Un colore, all’epoca, destinato alle automobili di rappresentanza e che voleva da subito mettere in chiaro dove Iveco voleva andare a parare con la sua nuova creatura. Il progetto, dal punto di vista tecnico, discendeva dall’Iveco Turbo 190.38, ma il lavoro di revisione fu approfondito e minuzioso. Proprio in quegli anni, infatti, Iveco condusse una ricerca di mercato che coinvolse circa duemila autisti europei. L’obiettivo della casa produttrice era quello di comprendere le reali esigenze dell’utenza. Dalle interviste, infatti, emerse che gli autisti desideravano maggiore comfort e prestazioni superiori.</p>
<p>La progettazione dei tecnici della casa, sulla scorta di queste indicazioni, richiese più di due anni per arrivare al risultato finale. I primi prototipi del TurboStar iniziarono i primi test nel settembre del 1982, sulla pista di Markbronn, in Germania, e su quella di Nardò, in Italia. Ventiquattro mesi di messa a punto consentirono di ottenere un mezzo che andava proprio nella direzione delle richieste degli autisti.</p>
<h3><strong>Le caratteristiche dell’Iveco TurboStar</strong></h3>
<p>Il centro ricerche dell’Iveco si concentrò su due aspetti: la cabina e le prestazioni, non solo motoristiche ma anche aerodinamiche. La cabina si basava su una struttura in bracci portanti in acciaio, mentre i rivestimenti furono dotati di nervature che aumentavano la rigidezza strutturale del mezzo. Quello su cui si concentrarono i progettisti, però, fu l’ergonomia del mezzo: la cabina arrivava a misurare ben 2,345 metri in larghezza ed era alta 1,70 metri. Questo consentiva di migliorare notevolmente l’abitabilità a bordo del mezzo, sia durante la guida sia durante il riposo.<br />
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<p>La posizione di guida, infatti, fu favorita anche da un volante regolabile in altezza e da una pedaliera disposta secondo i principi dell’ergonomia. Fra l’altro, <strong>il TurboStar</strong> era anche dotato di sedile a sospensione pneumatica, che migliorava nettamente il comfort dell’autista durante la marcia. In questo senso, anche il nuovo sistema di sospensioni migliorava di molto la comodità. A completare la posizione di guida, infine, la disposizione degli strumenti del cruscotto, che fu progettato secondo criteri ancora oggi considerati attuali.</p>
<h3><strong>Le prestazioni del TurboStar</strong></h3>
<p>Ciò in cui si distinse il nuovo progetto di Iveco, tuttavia, fu la ricerca &#8211; considerati i tempi &#8211; del comfort. Per fare un esempio, il mezzo era dotato di una centralina elettronica che consentiva, dall’interno del mezzo, di regolare elettricamente gli specchietti retrovisori. E ancora, su richiesta, era disponibile sia un frigorifero che uno scaldavivande per poter sempre disporre di un pasto caldo e di acqua fresca. Inoltre, per garantire la necessaria sicurezza a bordo, il mezzo era dotato di una cassetta di sicurezza e l’impianto audio poteva essere chiuso a chiave. Anche i posti letto, sfruttando l’ampiezza della cabina, furono pensati per garantire la migliore comodità possibile.</p>
<p>Come detto, il secondo punto su cui si concentrarono i progettisti, poi, furono le prestazion. Non solo il motore, di cui parleremo dopo, ma anche dal punto di vista aerodinamico. Infatti, un modello in scala del <strong>TurboStar</strong> fu a lungo studiato presso la galleria del vento del centro ricerche della Fiat di Orbassano. Questo lavoro consentì di verificare l’effettiva efficacia dello spoiler sopracabina, che, insieme ad altri accorgimenti, consentì di raggiungere un incredibile valore di coefficiente di penetrazione pari a 0,53. Dal punto di vista motoristico, poi, all’uscita Iveco TurboStar ha due soluzioni: un sei cilindri in linea da 13.798 cc sovralimentato con intercooler, che arriva ad erogare circa 330 CV, oppure il un otto cilindri a V turbo da 17.174 cc, che è capace di raggiungere 420 CV. Ai due motori, poi, è possibile associare il cambio ZF Ecosplit a 16 marce sincronizzate oppure un Fuller a 13 marce a innesto rapido.</p>
<p>Soluzioni che, in particolar modo nella versione più potente, entusiasmano immediatamente il pubblico e le riviste di settore. Non solo, perché confrontato alla concorrenza, <strong>Iveco TurboStar</strong> è in grado di ridefinire gli standard in termini di abitabilità e prestazioni. A questi, successivamente, si aggiunsero altre motorizzazioni: il 190.36, che monta un propulsore da 360 CV, e il 190.48, che raggiunge l’eccezionale valore da 480 CV.</p>
<p>È grazie a tutte queste caratteristiche, la comodità, le prestazioni, la semplicità della manutenzione, che il TurboStar è diventato una vera e propria leggenda per tutti gli amanti dei motori, e non solo per chi ha operava nel settore. Un ricordo che, ancora oggi, molti conservano gelosamente.</p>
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