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Smet porta la palestra a bordo dei camion per ridurre il rischio di patologie

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Smet porta la palestra a bordo dei camion per ridurre il rischio di patologie

Chi trascorre molte ore seduto, che sia dietro alla scrivania del proprio ufficio o al volante del proprio mezzo, può andare incontro a diverse patologie. Non è un caso, per esempio, che circa il 78% dei conducenti di mezzi pesanti oggi denunci disturbi a carico dell’apparato muscolo-scheletrico. Problemi che, spesso, possono essere superati eseguendo una corretta attività fisica. È per questo, che Smet Logistics ha deciso di dotare i propri autisti di un sistema di allenamento completo.

La palestra a bordo del camion

Anche rispettando alla lettera le prescrizioni in materia di periodi di guida, le lunghe ore al volante, spesso assumendo posizioni errate, su sedute non sempre comode espone gli autisti di mezzi pesanti a un maggiore rischio di contrarre patologie professionali. Nella maggior parte dei casi, come consigliato dagli esperti, una corretta attività fisica può contribuire a ridurre il rischio di patologie.

Per questa ragione, a bordo della nostra flotta di mezzi abbiamo deciso di installare alcune semplici attrezzature sportive, per realizzare un completo sistema di allenamento. In questo modo, al termine del proprio turno di guida, gli autisti potranno eseguire degli esercizi che contribuiranno a prevenire alcune delle principali patologie, fra le più comuni per chi conduce una vita sedentaria.

Attività fisica consigliata per ridurre il rischio di patologie

L’attività fisica, al fine di produrre risultati positivi sull’organismo, dev’essere costante. Per una vita salutare, infatti, è sufficiente eseguire un’attività fisica, anche leggera, che sulla settimana può essere di:

  • 100 – 150 minuti: produce una riduzione ponderale minima;
  • 150 – 250 minuti: può portare a una riduzione di 2 – 3 chilogrammi, in 6 – 12 mesi;
  • 250 – 400 minuti: consente riduzioni di peso fra i 5 – 7 chilogrammi, in 6 – 12 mesi;
  • 300 minuti: è l’attività ottimale per ridurre il rischio di patologie e di mortalità.

A questo, come è noto ai più, si dovrebbe accompagnare una dieta equilibrata e un adeguato numero di ore di sonno. Del resto, le malattie professionali degli autisti di mezzi pesanti sono numerose. Scopriamo le principali.

Le malattie professionali dei camionisti

Le malattie professionali dei camionisti, in realtà, sono numerose e oggetto di diversi studi sanitari. La vita sedentaria di chi, per la maggior parte della propria giornata, resta seduto nella medesima posizione, conduce a numerosi disturbi. Il primo, fra tutti, è certamente l’obesità e, con questa, tutti i disturbi che essa comporta. Non solo le lombalgie, dunque, ma anche le malattie cardio-vascolari e quelle respiratorie. Vediamo le principali patologie dei camionisti.

Le patologie dell’apparato cardio-vascolare

Le decine di studi sulle patologie dell’apparato cardio-vascolare sono tutte concordi: la loro incidenza nel caso degli autisti professionisti è superiore a quello del resto della popolazione. In particolare, alcuni studi hanno rilevato un’incidenza maggiore per quanto riguarda gli autisti di mezzi a lungo raggio.

Le patologie dell’apparato respiratorio

Alle patologie dell’apparato cardio-vascolare, poi, si aggiungono quelle dell’apparato respiratorio. Studi condotti su autisti professionisti hanno mostrato una maggiore esposizione di questi, rispetto alla popolazione, alle patologie dell’apparato respiratorio. A differenza di altre patologie dei camionisti, però, in questo caso è risultata una maggiore esposizione da parte degli autisti di trasporto passeggeri.

Le patologie dell’apparato muscolo-scheletrico

Sono numerosi gli studi clinici che hanno preso in esame le patologie dei camionisti a carico dell’apparato muscolo-scheletrico. Tra i conducenti di mezzi pesanti, per esempio, circa il 59% registra lombalgie. Tali sintomi, nella maggior parte dei casi, sono correlati al numero di ore alla guida.

Accanto ai problemi legati alla schiena, poi, ci sono i problemi degli arti. Per quanto riguarda gli arti inferiori, i più frequenti, pari a circa il 29,3% dei casi, sono legati alle ginocchia. In un altro 22,2% dei casi, poi, i disturbi sono a carico di anca o coscia. Per ciò che concerne gli arti superiori, invece, nel 17,5% dei casi i disturbi colpiscono le braccia, mentre nel 10,8% dei casi questi riguardano il gomito.