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Smart road e veicoli a guida autonoma: il futuro dei trasporti

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Smart road e veicoli a guida autonoma: il futuro dei trasporti

Anche in Italia si apre l’era delle smart road e dei veicoli a guida autonoma. È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, lo scorso 28 febbraio, il Decreto ministeriale che autorizza la sperimentazione delle strade intelligenti, le cosiddette smart road, e dei veicoli senza pilota. Una piccola rivoluzione nel mondo dei trasporti italiani, nell’attesa che il mercato si popoli di mezzi a guida autonoma.

Smart road: le strade intelligenti italiane

Il progetto di trasformazione dell’attuale rete stradale in smart road ha l’obiettivo di introdurre piattaforme di monitoraggio del traffico e di elaborazione di modelli di dati e informazioni, che consentano ai gestori dell’infrastruttura, alla pubblica amministrazione e agli utenti di usufruire di servizi avanzati. In ultima analisi, il progetto che si apre con la realizzazione delle smart road punta alla creazione di un ecosistema che integri le infrastrutture stradali e i nuovi veicoli intelligenti. Ciò, nell’ottica del Decreto, dovrebbe garantire maggiore sicurezza agli utenti della strada e una migliore gestione dei flussi veicolari.

In particolare, le smart road previste dal Decreto ministeriale sono di due tipologie. Le smart road tipo I sono quelle appartenenti alla rete TEN-T, cioè Trans-European Network-Transport, e a tutta la rete autostradale. Al contrario, le smart road tipo II sono quelle che includono il livello 1 dello SNIT, vale a dire del Sistema nazionale integrato dei trasporti.

Il progetto, comunque, è di più ampia portata. Entro il 2025 la rete TEN-T e tutte le autostrade dovrebbero essere dotate di collegamenti alla rete ad elevato bit-rate (fibra ottica), così da poter attuare una comunicazione in tempo reale coi veicoli, e quindi gli utenti, di informazioni su eventi di traffico o di incidenti. In particolare, il progetto prevede la predisposizione di hotspot wi-fi, almeno inizialmente, in prossimità delle aree di sosta e di parcheggio. Entro il 2030, poi, i servizi si amplieranno ulteriormente, con la possibilità di ricevere informazioni su deviazioni, suggerimenti di traiettoria e di corsia, informazioni sui parcheggi e rifornimenti, in particolar modo per quanto riguarda la ricarica di automobili e camion elettrici. I servizi, in maniera progressiva, saranno estesi anche alle strade appartenenti allo SNIT.

Via libera ai veicoli a guida autonoma

Con il Decreto, inoltre, è stata prevista anche la possibilità di condurre sperimentazioni sui veicoli a guida autonoma. In particolare, questi sono tutti quei veicoli dotati di tecnologie in grado di mettere in atto comportamenti di guida automatici, senza l’intervento attivo del guidatore. I soggetti interessati ad avviare una sperimentazione su di un veicolo a guida automatica dovranno fare richiesta al Ministero dei Trasporti. Questi, dopo l’istruttoria, potrà autorizzare la sperimentazione su specifici tratti di strada, al fine di assicurare standard di sicurezza elevati.