La storia di Scania, la casa del Grifone a forma di V8

La storia di Scania, la casa del Grifone a forma di V8

Nella Divina Commedia, Dante Alighieri descriveva il viaggio verso il Purgatorio a bordo di un carro trainato da un Grifone, la creatura mitologica con la testa d’aquila e il corpo di un leone. Difficile sapere se, all’inizio del Novecento, i fondatori di Scania abbiano preso ispirazione proprio dal passo dell’opera dello scrittore fiorentino per disegnare il marchio di una delle case costruttrici di mezzi pesanti fra le più famose e blasonate di sempre. Stiamo ovviamente parlando di Scania, il colosso svedese con sede a Södertälje, protagonista del settore con i suoi V8 che hanno fatto un’epoca. Ripercorriamo la storia di Scania e scopriamo le tappe di questo percorso che ha condotto la casa costruttrice ai vertici di categoria.

Scania, oltre un secolo di trasporti pesanti

Ogni tassello della storia di Scania ha contribuito a realizzare l’azienda che è oggi Scania: un colosso mondiale, con un passato glorioso. In tutto, 130 anni di storia passati anche attraverso una rinascita inaspettata. Queste le tappe più importanti della storia di Scania, quelle che hanno contribuito alla nascita e al consolidamento dell’azienda nel mondo dell’autotrasporto.

Un passo indietro, fino alle origini di Scania

Le origini di quella che oggi è conosciuta come Scania AB sono da ricercare nel passato più lontano, ancor prima della fusione nel 1911 tra l’azienda Vabis e l’azienda Maskinfabriks AB Scania. La storia di Scania, infatti, inizia nel dicembre del 1891, quando a Södertälje in Svezia, l’ingegnere e imprenditore Philip Wersen e il produttore di acciaio Surahammars Bruk fondarono un’impresa dedita alla costruzione di carri ferroviari Vagnfabriks Aktiebolaget i Södertelge, meglio conosciuta con quello che nel 1906 diventerà il marchio ufficiale dell’azienda, Vabis.

Col tempo, oltre ai vagoni ferroviari, la Vabis iniziò a produrre anche motori a benzina, automobili, camion, dresine a motore, barche a motore e motori marini.

Dal successo ai primi segnali di crisi: 1891-1910

Le origini di Scania, almeno inizialmente, furono caratterizzate da buoni successi. Non mancarono perdite importanti, ma anche queste ebbero un ruolo primario nel consolidamento di quella che oggi è la casa del Grifone. La casa costruttrice, infatti, realizzò nel 1897 la prima automobile svedese, a quattro posti. Cinque anni più tardi, nel 1902, Scania costruì anche il primo camion della sua storia.

L’inizio del Novecento, pertanto, fu un periodo di grande prosperità per l’azienda, che costruì un totale di 323 mezzi. Con l’aumentare della concorrenza e con l’aumento dei prezzi del materiale rotabile, tuttavia, iniziarono le prime perdite per l’azienda. In virtù dello stallo della produzione di materiale rotabile, nel 1907, il Consiglio di Amministrazione della Vabis decise di dar vita a una nuova azienda di motori e automobili. In questo periodo, la nuova azienda si impegnò anche nella costruzione di un nuovo camion, da 3 tonnellate, con un motore da 20 cavalli. Tuttavia, neanche la vittoria della medaglia d’oro nella competizione internazionale di camion del Royal Automobile Club svedese, del 1909, riuscì a risollevare le sorti dell’azienda e a impedire il totale disastro finanziario.

La fusione del 1911 che diede vita a Scania

Di fronte alle incessanti perdite, Surahammars Bruk provò invano a vendere l’azienda. Così, mentre sullo sfondo della storia della Scania iniziò a sorgere anche la drammatica ipotesi di un’imminente chiusura, arrivò finalmente uno spiraglio di luce. La proposta di Per Alfred Nordeman, amministratore delegato di Maskinfabriks-aktiebolaget Scania. La Maskinfabriks AB Scania era un’azienda, nata a Malmö nel 1900, produttrice di biciclette. Nel 1910, però, l’azienda ottenne il successo soprattutto nella produzione di motori, automobili e camion. Ben presto, quindi, l’azienda si incamminò verso la ricerca di un partner che potesse occuparsi della costruzione della carrozzeria dei propri veicoli. Una ricerca che terminò con la Vabis: nel 1911, le due società furono fuse per creare la nuova Scania-Vabis, oggi nota come Scania AB, dal nome latino della regione, Skåne. La sede fu realizzata presso Södertälje, mente il primo amministratore delegato della nuova azienda fu Per Alfred Nordeman.

Scania-Vabis respira le conseguenze dannose della Grande Guerra: 1914-1921

Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale bloccò le esportazioni di Scania-Vabis al di fuori dei paesi nordici. L’azienda, seguendo il piano strategico del suo Amministratore delegato, scelse di focalizzarsi sulla produzione di camion standard. Nonostante le buone intenzioni di Nordeman, tuttavia, ebbe inizio un nuovo periodo di perdite alquanto significative. L’inflazione causata dalla guerra, poi, giocò un ruolo fondamentale e la conseguente politica deflazionistica del 1919 condusse l’azienda verso una situazione insostenibile, che spinse lo stesso Nordeman, insieme ad altri dirigenti, verso le dimissioni. 

Verso la fine del 1919, i principali azionisti e creditori furono costretti a intervenire con l’obiettivo di risollevare le sorti della Scania-Vabis. Allo scopo fu nominato anche un nuovo amministratore delegato, ma ciò non fu sufficiente a fermare gli scioperi, i licenziamenti e le perdite, che continuarono ad accumularsi fino a condurre l’azienda verso la liquidazione.

Scania-Vabis rinasce dopo la liquidazione: gli anni Venti

All’inizio degli anni Venti, con l’obiettivo di limitare le perdite, fu comunque fondata una nuova società con il nome originale, AB Scania-Vabis. Questo periodo della storia di Scania, pertanto, ha rappresentato la rinascita dell’azienda: nonostante le difficoltà della riorganizzazione post-bellica, infatti, il nuovo amministratore delegato, Gunnar Lindmark, ebbe un’intuizione geniale: quella di puntare tutto sui motori. Quelli di Scania, infatti, erano propulsori potenti, robusti e a ridotto consumo di carburante. Esattamente quello di cui avevano bisogno gli autotrasportatori in quegli anni.

Nel 1922, a tal proposito, August Nilsson di Scania-Vabis brevettò un nuovo carburatore e nel 1923 elaborò un motore a quattro cilindri, con valvole in testa, che avrebbe rappresentato la chiave del successo di Scania-Vabis. Nel 1925, inoltre, il nuovo design dei camion e l’avvio della distribuzione dei motori marini, ordinati dal servizio doganale svedese, contribuirono alla sopravvivenza e alla conseguente rinascita della nuova Scania-Vabis.

Il cambiamento di Scania, dagli anni Trenta ai Cinquanta

Durante gli anni Trenta l’azienda iniziò un percorso di profondo cambiamento: in quegli anni, Scania poteva contare su circa cinquecento dipendenti, tra i migliori operai dell’industria metalmeccanica svedese. Grazie a queste competenze, nel corso della Seconda Guerra Mondiale l’azienda fu in grado di realizzare veicoli per le forze armate svedesi, ottenendo alti profitti e convertendosi sempre più all’industria bellica. Nel frattempo, il nuovo amministratore delegato, l’ingegnere Carl-Bertel Nathhorst, con l’intento di rinnovare l’azienda, istituì nuove figure e migliorò le posizioni manageriali. La scelta condusse, specialmente nel Dopoguerra, la Scania verso numerose conquiste sul “mercato civile”. Questa strada, in particolare, fu imboccata già con l’introduzione della serie Scania L20/L60/L71. Questi autocarri, presentati a partire dal 1946, rappresentarono l’emblema della casa costruttrice e, al contempo, un nuovo standard per tutto il settore dell’autotrasporto.

Il successo di Scania a partire dagli anni Sessanta

Molteplici furono i successi e gli sforzi produttivi nel Dopoguerra. Non a caso, proprio in questi anni, fu inaugurato il primo stabilimento di produzione lontano da Södertälje. La scelta ricadde su São Paulo, in Brasile, mentre a poco a poco l’azienda madre iniziò a farsi strada in Francia e in Germania, dando stabilità all’intero gruppo. 

In questo periodo, con le restrizioni introdotte dalle normative dell’autotrasporto negli anni Sessanta, Scania-Vabis abbandonò la precedente cabina, introducendo così la prima cabina avanzata LB100. L’acquisto di nuovi impianti, i trasferimenti di produzione e, in particolare, l’introduzione del nuovo motore V8 da 350 CV di potenza massima e 14,2 litri di cilindrata, spinse sempre più in alto le vendite della casa costruttrice. Anno dopo anno, infatti, il numero di Scania-Vabis immatricolati aumentò sempre più.

La storia di Scania, comunque, proseguì con successo fino agli anni Ottanta, quando l’azienda lanciò la seconda serie dei propri veicoli. In questi anni, poi, l’azienda iniziò anche a produrre veicoli su misura, a seconda delle esigenze dei clienti. L’anno della svolta di Scania, però, arrivò nel 1989. A ridosso degli anni Novanta, infatti, la terza serie di mezzi, introdotti fra il 1987 e il 1988, viene insignita del prestigioso premio Truck of the year.

Scania alla conquista del mercato europeo

A mano a mano che Scania si espandeva, arrivò a conquistare quote sempre crescenti del mercato europeo. Questo, in particolare, si realizzò con il lancio della quarta serie di veicoli Scania. Fu nel 2000, infatti, che l’azienda produsse il suo milionesimo veicolo. Un traguardo non da tutti. Il successo crescente registrato dai veicoli Scania spinse la casa costruttrice a progettare un nuovo V8: dotato di una cilindrata di circa 16 litri, il propulsore riusciva a esprimere una potenza massima di 580 CV.

Ormai leader mondiale di veicoli commerciali pesanti, nel 2001 la Scania organizzò la più grande e importante competizione di autocarri pesanti d’Europa, la Young European Truck. Negli anni seguenti, poi, si sono susseguiti i premi, grazie ai nuovi camion della serie R: Coach of the Year, nel 2004, International Truck of the Year del 2005, Truck of the Year nel 2010.

La casa del Grifone dal 2010 a oggi

Nel 2010 la Scania ha realizzato una nuova versione del suo celebre motore V8, che promette di essere il più potente al mondo e il più ecologico: i primi camion Euro VI in Europa, infatti, vengono introdotti proprio da Scania nel 2011. La scelta ha influenzato positivamente le vendite, consentendo all’azienda di acquisire nuove quote di mercato e la reputazione di azienda attenta alla sostenibilità.

La recente storia di Scania, infatti, pone al primo posto la questione climatica. L’azienda introduce, al posto dei carburanti fossili, nuovi combustibili come il bioetanolo. Grazie a questa soluzione, Scania riesce a ridurre le emissioni fino al 70%. Il 2016, poi, è l’anno della nuova serie R pensata soprattutto per la comodità e il comfort durante il trasporto, ma la novità assoluta per le cabine è data dalla serie S che conferisce un nuovo significato in termini di spazio e visibilità. Un ulteriore passo in avanti in termini ambientali, arriva nel 2019 con la presentazione di NXT: un nuovo modo di intendere il trasporto urbano, per un futuro elettrificato e sostenibile.