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Domenico De Rosa, ad di Gruppo SMET: «Basta speculare sui trasporti»

Domenico De Rosa, ad di Gruppo SMET: «Basta speculare sui trasporti»

In prima linea nel periodo dell’emergenza, il Gruppo SMET ha sostenuto gli ospedali italiani, gli operatori sanitari e i volontari della protezione civile. Attraverso il suo network logistico internazionale, il gruppo ha ritirato i materiali, i respiratori e i supporti sanitari necessari in qualsiasi punto d’Europa per consegnarli, gratuitamente, presso le strutture ospedaliere che ne abbiano fatto richiesta. Nessuno poteva prevedere il tunnel nel quale è precipitato il mondo a causa del Coronavirus: qual è stata la sua prima riflessione di fronte al propagarsi del contagio? «Questo fenomeno epidemico – afferma Domenico De Rosa, Amministratore delegato del Gruppo SMET – è certamente molto serio e va affrontato con la più ferrea disciplina da parte di tutti. È chiaramente una triste esperienza del tutto nuova per tutti noi che va affrontata in maniera molto lucida e razionale. Secondo il principio di Lavoisier che nulla si crea né si distrugge ma che tutto si trasforma, siamo curiosi di immaginare come sarà la prospettiva nel futuro di ciascuno di noi».

In qualità di responsabile della sua azienda, quali sono state le raccomandazioni fatte al suo team diretto, agli operatori della rete di vendita e assistenza e ai clienti? «Naturalmente – spiega De Rosa – i riflessi aziendali della diffusione del virus hanno comportato la adozione di complessi protocolli di sicurezza che sono stati immediatamente applicati e hanno integrato il DUVRI aggiornandolo di tutti i rischi da danno biologico. La misura più importante ha riguardato il personale viaggiante, che ha continuato ad essere esposto all’esterno, seppure con tutte le precauzioni previste dai protocolli aggiunti di sicurezza. Per il personale impiegatizio, invece, abbiamo applicato quasi per la totalità di esso in tutta Europa, lo smart working».

Qual è stata la reazione dei clienti piccoli, medi e grandi? Quali i problemi maggiori che hanno affrontato? «Devo essere onesto quando dico – dichiara De Rosa – che abbiamo avuto modo di apprezzare da parte della clientela un doppio tipo di approccio. In effetti, con grande piacere abbiamo scoperto la serietà e correttezza di molti nostri clienti, i quali hanno gestito le fasi della fermata produttiva e non speculato sui pagamenti ritardando immotivatamente le scadenze. Cosa, purtroppo, che non possiamo dire per un’altra parte minoritaria, che, invece, ha pensato che fosse il momento opportuno di speculare sui trasportatori: un’altra volta aggiungo io».

Quali sono le azioni che intende mettere in atto non appena si potrà riprendere la normale attività per recuperare la competitività della sua azienda e sostenere la clientela nella difficile fase post pandemia? «La ripartenza sarà lenta e graduale e – precisa il numero uno di SMET – lascerà a ciascuno di noi di controllare la effettiva tenuto dell’apparato aziendale per potersi rilanciare e rimettersi in pista. Noi restiamo ottimisti, per cui a oggi nessun progetto pianificato in Europa dal nostro Gruppo è stato cancellato, ma solo posticipato di 120 giorni».

Quale insegnamento ci potrà lasciare questa terribile esperienza? «Speriamo davvero che questo momento buio possa portare ciascuno ad agire nelle proprie attività sempre ispirato dalla ragione e dal giudizio», l’opinione di De Rosa.

Ancora una volta il settore del trasporto e della logistica ha dimostrato il suo ruolo fondamentale e determinante nell’economia del Paese. Ritiene che, dopo la fine del contagio, la sua immagine risulterà rafforzata al fine di risolvere molti dei problemi che rallentano il moderno sviluppo? «La responsabilità manifestata ancora una volta dall’intera categoria del trasporto – dichiara in conclusione De Rosa – è stata senza dubbio ammirevole. Nessuno è potuto rimanere insensibile all’opera di questi migliaia di eroi, che sono gli autisti, che hanno garantito che, attraverso il loro incessante lavoro, l’intero mondo continuasse a muoversi. Per cui, ci aspettiamo un adeguato riconoscimento soprattutto quando tutta questa triste emergenza sarà finita e rappresenterà una brutta pagina della nostra storia».