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Alessandro Oitana, capo del pesante di IVECO a tuttotondo sui trasporti

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Alessandro Oitana, capo del pesante di IVECO a tuttotondo sui trasporti

Dottor Alessandro Oitana, capo del settore pesante in Italia per il brand IVECO ed esperto nel contesto di riferimento. Come valuta tutto quanto accaduto nello scorso anno a causa della pandemia, quali sono stati gli effetti procurati al settore, quale tipo di bilancio ne trae per il gruppo IVECO e, in generale, per il mercato del pesante in Italia?

«Sicuramente il 2020 è stato un anno complesso e complicato per i noti motivi. Il settore ovviamente ne è rimasto colpito e il mercato ha avuto un calo. Onestamente, minore rispetto a quello che si prevedeva nei mesi più bui della pandemia, quindi nei mesi di marzo e aprile. Alla fine il mercato italiano dei veicoli pesanti, sopra i 16 ton, è sceso di poco più del 10%. All’interno di questo risultato il brand IVECO ha ottenuto un risultato molto importanti in termini di quote di mercato, con una quota del 34% in aumento di più di 5% rispetto all’anno precedente. Sicuramente all’interno di questo anno complicato si sono però avute delle opportunità importanti, che abbiamo cercato di sfruttare stando vicini ai nostri clienti e cercando di superare le difficoltà contingenti. Tutto sommato, quindi, l’anno si è chiuso meglio di quanto previsto e sicuramente come brand IVECO con un risultato molto importante».

In un contesto come quello da lei rappresentato, qual è il valore del rapporto storico con un player logistico europeo come il Gruppo SMET che negli anni ha rappresentato indubbiamente un ambassador del brand IVECO in Europa e che ha sempre aderito e stimolato processi di trasformazione e innovazione dei veicoli pesanti, come quelli delle trazioni alternative?

«La partnership che ci lega al Gruppo SMET, che definirei partnership strategica, va avanti da molto tempo. SMET è da sempre un ambasciatore di IVECO in Europa ed è sempre stata al nostro fianco nell’evoluzione del processo e del progresso della tecnologia avuta nei vari anni. Se parliamo di trazioni alternative è stato tra i primissimi precursori dell’utilizzo della tecnologia LNG, con i 330 CV, poi con i 400 CV e coi 460 CV. A oggi è uno dei più grandi utilizzatori di questa tecnologia. Ma non ci fermiamo qua, perché sicuramente SMET sarà al nostro fianco anche nell’utilizzo delle nuove tecnologie che man mano andremo a sviluppare, quali i veicoli elettrici e i veicoli a idrogeno. Sicuramente all’interno di un anno complesso e complicato, anche nel 2020 la partnership strategica fra IVECO e SMET si è vista e i risultati si sono visti».

Qual è la prospettiva che immagina per questo 2021 in termini di evolutiva per le trazioni alternative. E cosa pensa del prodotto logistico lanciato dal Gruppo SMET, che vede la combinazione dell’intermodalità al quadrato, ovvero il creare un link senza soluzione di continuità tra le autostrade del mare e l’intermodalità ferroviaria europea, combinata con le prossime trazioni full electric e a idrogeno?

«Certamente le trazioni alternative sono sempre più importante sul mercato. Abbiamo citato prima LNG, ma sta avendo molta risonanza, e per noi è molto importante e strategico lo sviluppo del bio-LNG, dove riusciamo veramente ad avere un’economia circolare e quindi a riuscire ad abbattere le emissioni. Faccio l’esempio del CO2 fino al 95%. Chiaramente all’interno di questo, la strategia del Gruppo SMET si sposa a pennello. La strategia del Gruppo SMET basata sull’intermodale è una strategia che sarà sempre di più una strategia di un’azienda di trasporto del futuro, dove si coniuga il trasporto su strada, trasporto ferroviario e trasporto navale. Quindi è una soluzione molto intelligente, una soluzione intermodale sostenibile. Ovviamente, all’interno di questa soluzione intermodale sostenibile le trazioni alternative avranno un peso sempre maggiore. Quindi, a oggi, già con veicoli LNG, un domani con veicoli bio-LNG e poi, un domani ancora, con veicoli elettrici o a idrogeno. Sicuramente, all’interno di questa strategia, SMET sarà un attore sicuramente protagonista».

Per tornare a temi di livello più generale, qual è a suo avviso e dal suo angolo di visuale lo stato dell’autotrasporto italiano e qual è la comparazione con altri paesi europei?

«Indubbiamente il trasporto italiano è un trasporto fatto da aziende di eccellenza e un settore dove ci sono veramente delle realtà incredibili. Dall’altro lato, però, è un settore che soffre di alcune caratteristiche che ci allontanano un po’ dall’Unione europea. Faccio l’esempio dell’anzianità del parco circolante: il parco circolante in Italia, è il parco circolante più vecchio d’Europa. Nonostante ci siano tutta una serie di azioni volte a svecchiare questo parco circolante, sicuramente la velocità non è ancora sufficiente. A mio avviso va fatto di più perché è fondamentale che il parco circolante si adegui alla media europea. Inoltre, un’altra delle caratteristiche del mondo del trasporto in Italia è quello della dimensione delle aziende. In Italia ci sono tantissime aziende dalla dimensione media e piccola, ci sono anche delle eccellenze di un certo tipo di dimensione, ma non siamo ancora ai livelli europei. Quindi, indubbiamente vedo, dal mio punto di vista, nel prossimo futuro un’aggregazione, una concentrazione che sarà inevitabile per competere sempre di più con quelli che sono i player europei. Per finire il mondo del trasporto italiano è un mondo di eccellenza, è un mondo fondamentale, per tutta quella che è l’economia. È un mondo che, però, avrà di fronte a sé nei prossimi anni delle sfide decisive che lo dovranno far ulteriormente crescere e migliorare all’interno del contesto europeo».

Il tema della sostenibilità è per fortuna diventato una priorità del momento economico attuale. IVECO per prima ha creduto in questa direzione investendo e introducendo nel mercato le trazioni a LNG, gas liquefatto, e SMET con IVECO per primo ha iniziato a diffondere la cultura del trasporto green combinando al concetto connesso della intermodalità. Quali sono le prossime tappe in termini di trazioni alternative e in che termini dobbiamo attenderle sul mercato?

«Indubbiamente IVECO è stato un precursore delle tecnologie alternative, è tuttora il leader della tecnologia LNG, gas metano liquefatto, ed è comunque un brand che lavora tantissimo nello sviluppo delle nuove tecnologie. Il contesto europeo, com’è stato accennato, è molto sfidante, ma che sicuramente ci vede d’accordo: quello di andare nel prossimo futuro a lavorare sempre di più sull’abbattimento delle emissioni. In questo senso, i target dati dall’Unione europea con il Green New Deal sono molto sfidanti, ma molto chiari. Dobbiamo arrivare a questi obiettivi. In questo contesto, IVECO sta continuando a lavorare nello sviluppo delle trazioni alternative. Quindi, all’LNG si unisce già oggi il bio-LNG che porta a realizzare quella che è soprannominata l’economia circolare e si ha un ulteriore abbattimento delle emissioni di CO2 del 95%. Ma non ci fermiamo qua. Ci sarà, nel prossimo futuro, la disponibilità della trazione elettrica e poi quella che è considerata da tutti la vera tecnologia del futuro più lontano, che è la tecnologia idrogeno. Quindi ci sarà la disponibilità dei veicoli a fuel cell, quindi a celle a combustibile alimentate a idrogeno. IVECO in questo processo è assolutamente leader, continuerà a investire coi propri partner strategici di fiducia, quale il Gruppo SMET. Dove, indubbiamente, il suo progetto di intermodalità al quadrato si sposerà appieno con questo sviluppo».