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La due giorni di Alis: i principali interventi alla manifestazione

La due giorni di Alis: i principali interventi alla manifestazione

Si è appena conclusa La due giorni di Alis, a cui Smet Logistics ha preso parte in qualità di top sponsor, offrendo numerosi spunti di riflessione da inserire nell’agenda politica del paese. Mentre si cerca ancora la quadra per la formazione del governo nazionale, Alis ha raccolto le istanze dal mondo dei trasporti e della logistica.

La due giorni di Alis, l’Internazionalizzazione dei trasporti

La manifestazione si è aperta col panel dedicato a “Internazionalizzazione Mediterraneo – Il trasporto sostenibile come chiave di successo per le aziende europee”. «Alis è l’associazione che ha individuato la strada giusta e tracciato una rotta precisa per far crescere il Paese e le aziende. Abbiamo dato una voce all’imprenditoria italiana e, con la sfida della intermodalità, facendo rete con le aziende, con le migliori energie, con le buone pratiche, abbiamo creato 1.500 posti di lavoro in un anno – ha detto Guido Grimaldi, presidente di Alis – Da imprenditore, da giovane imprenditore meridionale sono orgoglioso. Dei risultati, della collaborazione con le università e gli Its, delle risposte concrete date. E ne daremo ancora, perché altri 1.000 lavoratori serviranno ancora come è emerso dai lavori di questi giorni».

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Così, il numero uno dell’Associazione Logistica dell’Intermodalità sostenibile, che si è tenuta a Sorrento, il 27 e 28 aprile scorso, ha aperto la discussione: «Con più efficienza, con la riduzione dei costi, con l’innovazione si evita la delocalizzazione, dall’Italia e dal Sud. È fondamentale, e i numeri sono dalla nostra parte». Sul palco, per l’ultima sessione, il direttore generale per la vigilanza sulle AdSP ed il trasporto marittimo, il presidente del Rina e nove presidenti delle Autorità di Sistema portuale del Paese: «Anche questo un eccellente risultato, dobbiamo lavorare insieme, crescere e continuare a fare sistema».

A spiegare le ragioni della due giorni, poi, anche il Direttore generale dell’Associazione: «Il nostro impegno è quello di giungere una proposta normativa per evitare che il nostro paese sia scavalcato da altri paesi concorrenti – dice Marcello Di Caterina – Fino a oggi, abbiamo fatto tanto e siamo nella condizione di apprezzare il lavoro svolto. Ci auguriamo che questo governo parta e parta presto perché non possiamo perdere quanto abbiamo fatto sinora».

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Italia in movimento: lo sviluppo dei trasporti nel Paese

Nel secondo panel “Italia in movimento – Prospettive di sviluppo per il nostro Paese attraverso una logistica sostenibile ed efficiente”. Fra i relatori, anche il presidente di Ram spa: «L’internazionalizzazione, per l’Italia, in questi anni ha rappresentato la risposta alla crisi. Basta fare riferimento alla bilancia commerciale, passata da un passivo di 20 miliardi di euro a un attivo di 50 miliardi. In questo mercato globale il nostro riferimento principale sono Area Euro e Mediterraneo – ha detto Ennio Cascetta – Per questo motivo abbiamo necessità di un sistema intermodale che funzioni sempre meglio e sia al passo con il contesto nel quale ci muoviamo».

Anche la Rappresentazione italiana all’Unione europea è intervenuta nel corso del secondo incontro, dedicato all’internazionalizzazione: «Gli esempi positivi, come quello di Alis, aiutano a sviluppare un rapporto con le istituzioni europee – spiega Beatrice Covassi – Sul futuro del trasporto sono in corso importanti stanziamenti di risorse con un piano da 41 miliardi di euro per facilitare la mobilità intra-europea e il discorso delle reti transeuropee che sta andando avanti speditamente. Attenzione alle risorse perché nei prossimi anni, per via della Brexit, avremo sempre minori fondi a disposizione e dovremo concentrarli solo su iniziative strategiche. Ecco, grandi reti e intermodalità sono due ambiti sui quali puntare decisamente».

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Dalla Regione Campania, intanto, per voce del vice presidente, si conferma l’impegno sul Patto per il Sud: «Uno strumento nuovo e utile per raggiungere quei risultati che sono alla base dello sviluppo economico della Campania e del Mezzogiorno. Da un paio d’anni a questa parte stiamo rimettendo in carreggiata il nostro sistema produttivo, sia mediante l’aiuto dei fondi europei che mediante misure come l’istituzione delle zone economiche speciali – spiega Fulvio Bonavitacola – Stiamo intervenendo sulla burocrazia, cercando di semplificare norme e procedure con lo scopo di agevolare gli investimenti e la vita delle imprese. Su questo potrebbe essere utile un confronto diretto tra Governo e enti locali, al fine di creare un sistema sempre più efficiente. Perché spesso se non si va avanti con le azioni amministrative e gli investimenti è per la paura di incorrere in errore».

La mancata riforma sugli Interporti

Sullo sfondo, una questione ancora irrisolta: quella della riforma sugli Interporti che, ancora oggi, manca all’appello. «Il paese non ha ancora capito che logistica e trasporti possono dare un contributo fondamentale alla crescita economica del Paese – dice l’ex sottosegretario ai trasporti, Bartolomeo Giachino – La logistica per sua natura, se manca un pezzo, non funziona. Ecco perché dico che se non si fa la riforma degli interporti manca un pezzo. Il Paese ne ha bisogno. Le nostre aziende stanno perdendo quote di traffico rispetto all’estero perché il nostro sistema non consente le necessarie efficienze. Cosa altro manca? A due anni dalla riforma non c’è ancora l’istituzione dello sportello unico dei controlli». A confermare le preoccupazioni dell’ex sottosegretario, i Presidenti dell’Interporto. «Non dobbiamo solo attendere le riforme ma dobbiamo tutti fare sinergia – avverte Matteo Gasparato, presidente dell’Interporto Quadrante Europa Consorzio ZAI – È importante mettere in rete tutti i nodi. Perché i numeri già oggi sono a nostro favore».

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All’appuntamento ha preso parte anche la Regione Campania, per mezzo dell’Assessore per lo Sviluppo economico: «La Campania è cresciuta nel 2018 ad un tasso del 2,3% – ha detto Amedeo Lepore – Lo abbiamo fatto mettendo nella politica industriale della regione alcuni tasselli tra i quali le Zes sono una parte fondamentale. Nel 2016 abbiamo approvato un documento che è stato alla base poi della legge nazionale per il Mezzogiorno. E proprio in questa normativa le Zes sono diventate subito centrali. Abbiamo lavorato sulle Zone economiche speciali e puntando su porti e retroporti. All’inizio l’idea era quella di guardare ai porti di Napoli e Salerno e solo alle zone retroportuali loro adiacenti, poi abbiamo aggiunto Castellammare e le aree interportuali lungo tre direttrici, quella Sud verso Salerno, quella Nord verso Marcianise e quella della Valle Ufita per i collegamenti con Bari. Questo disegno non solo è passato ma è diventato per imitazione anche un elemento su cui hanno riflettuto altre regioni».