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De Rosa: «È l’anno della svolta, decollerà il traffico intermodale»

trasporto intermodale ferroviario

De Rosa: «È l’anno della svolta, decollerà il traffico intermodale»

Domenico De Rosa: «Vent’anni fa abbiamo intuito precocemente le grandi potenzialità del trasporto intermodale marittimo e ferroviario, contribuendo in modo significativo al suo sviluppo. Oggi, sul versante marittimo movimentiamo oltre 3.000 mezzi a settimana sulle navi, mentre sul versante ferroviario operiamo con 16 company train a settimana. Siamo operatori logistici intermodali leader a livello europeo, abbiamo 30 sedi in tutta Europa, operiamo con una flotta di 5.500 trailer e diamo lavoro a più di 2 mila persone. Vent’anni fa abbiamo intuito precocemente le grandi potenzialità del trasporto intermodale marittimo e ferroviario, contribuendo in modo significativo al suo sviluppo. Oggi, sul versante marittimo movimentiamo oltre 3.000 mezzi a settimana sulle navi, mentre sul versante ferroviario operiamo con 16 company train a settimana – dice Domenico De Rosa, AD del Gruppo SMET – Consideriamo la tutela dell’ambiente una priorità assoluta e per questo siamo stati pionieri della decarbonizzazione del trasporto su strada in Italia e in Europa, grazie all’impiego della trazione alternativa al diesel. Utilizziamo da qualche anno i mezzi a LNG e guardiamo con grande interesse all’elettrico e all’idrogeno. La svolta green dell’autotrasporto si concilia perfettamente con lo sviluppo dell’intermodalità ed è la strada tracciata dall’UE, che indica la riduzione del 30% delle emissioni entro il 2030».

The Medi Telegraph: Come è cambiato il vostro lavoro dopo l’esplosione dell’emergenza sanitaria?

D. D. R.: L’emergenza ha messo in luce tutti i vantaggi del trasporto intermodale, anche da un punto di vista prettamente sanitario. L’intermodalità marittima e ferroviaria ha altissimi standard di sicurezza e favorisce una tipologia di trasporto merci che possiamo definire virus free, poiché limita in modo significativo le interazioni tra le persone. Basti pensare che per imbarcare 250 trailer a bordo di una nave vengono impiegate solo 15 persone”.

T. M. T.: Quali sono le vostre prospettive per il 2021?

D. D. R.: «Il 2021 è un anno di svolta per il trasporto e la logistica intermodale, grazie all’arrivo delle Giga Navi ecologiche del Gruppo Grimaldi, che vengono impiegate sulla dorsale tirrenica e in pochi mesi hanno già rivoluzionato il traffico ro-ro e l’organizzazione dei trasporti. Prevediamo un fortissimo impulso al traffico intermodale, per questo motivo abbiamo già ordinato 1.000 semirimorchi aggiuntivi e contiamo di effettuare circa 200 nuove assunzioni».

T. M. T.: Che cosa pensa dello stato di salute delle infrastrutture nel nostro Paese?

D. D. R.: «Lo stato di salute della nostra rete autostradale è molto critico e non consente, soprattutto in alcune aree del paese quali la Liguria, la dorsale appenninica e il Mezzogiorno, una rapida ed efficace circolazione delle merci. Ritardi ed ingorghi sono all’ordine del giorno e spesso ostacolano l’accesso ai porti, che sono invece i veri centri propulsori della nostra economia e dovrebbero essere messi in condizione di accogliere e creare ricchezza. Confido in un corretto impiego dei fondi del Recovery Plan per sanare definitivamente l’intero sistema infrastrutturale italiano».

T. M. T.: Quali sono, oggi, le principali criticità del cluster logistico italiano?

D. D. R.: «Anche nel 2020, in piena emergenza sanitaria, il settore della logistica ha generato un fatturato complessivo di 78 miliardi di euro e ha impiegato oltre 1 milione di lavoratori. Nonostante questi numeri, nel sistema ci sono falle e criticità diffuse: mi riferisco, ancora una volta, all’inefficienza delle infrastrutture che oggi ci costa ben 70 miliardi l’anno. Quanto è accaduto a fine marzo, con il blocco del canale di Suez per 6 giorni, è un chiaro esempio delle ripercussioni che può avere una grave inefficienza infrastrutturale sull’economia mondiale. L’emergenza degli ultimi 12 mesi ha inoltre evidenziato alcune fragilità su cui è necessario investire per portarle a risoluzione: tra queste metto al primo posto un ulteriore e deciso potenziamento dell’intermodale e il rafforzamento della distribuzione locale».

T. M. T.: E quali sono, invece, i punti di forza?

D. D. R.: «Prima di tutto la resilienza di un settore, che si è dimostrato capace di reggere l’urto di questa pandemia e di molte altre condizioni difficili, facendo affidamento solo sul proprio spirito di adattamento e sul proprio desiderio di innovazione. La digitalizzazione del trasporto, dello stoccaggio e degli ordini è ormai una realtà per la stragrande maggioranza delle aziende, che hanno dato vita a nuovi paradigmi d’impresa e hanno aperto la strada verso l’affermazione della logistica 4.0».

Fonte: The Medi Telegraph