fbpx

I camion Alfa Romeo: i mezzi pesanti del Biscione

Camion Alfa Romeo

I camion Alfa Romeo: i mezzi pesanti del Biscione

Le più recenti presentazioni delle automobili Alfa Romeo, indubbiamente, hanno acceso una grande attenzione intorno al brand. Questo a dimostrazione di un valore del brand certamente elevato. Forse non tutti sanno, però, che c’è stato un periodo in cui la casa milanese non produceva solamente automobili. La produzione deI camion Alfa Romeo, in realtà, è stata piuttosto longeva. In questo articolo, quindi, ripercorreremo a grandi linee la storia dei camion Alfa Romeo senza farci mancare qualche sorpresa.

Camion Alfa Romeo: dalle origini all’ultimo autocarro

Pensando al marchio del biscione, molti correranno con la memoria alle storiche vittorie nei campionati mondiali turismo degli anni ‘80. In realtà, la storia della produzione di camion Alfa Romeo detiene un altro record, almeno in Italia. Dopo Fiat, infatti, Alfa Romeo è stata la casa produttrice di mezzi pesanti più longeva d’Italia: dal 1914 al 1988. Oltre settant’anni di storia, durante i quali si sono susseguiti numerosi modelli: dal primissimo mezzo pesante, ottenuto modificando un’automobile della casa, la cosiddetta 24 HP, al primo vero e proprio autocarro Alfa Romeo, il Tipo 50. Gli ultimi esemplari ad uscire dalle officine della casa del biscione, verso la fine degli anni ‘80, furono i veicoli commerciali leggeri AR6 e AR8. Vediamo, però, quali furono i modelli più rappresentativi della casa.

Alfa Romeo 50, il biscione

camion alfa romeo 50Nel 1914, come accennato, Alfa Romeo aveva già dato inizio alla produzione di suoi autocarri. Tuttavia, si trattava essenzialmente di mezzi derivanti dalle stesse automobili prodotte dalla casa di Portello. Per assistere alla produzione di veri e proprio camion Alfa Romeo, quindi, si deve attendere il 1931.

Nel 1929, infatti, la casa milanese firmò un accordo con la Büssing – casa produttrice tedesca, con sede a Braunschweig, in Bassa Sassonia – per la produzione del NAG 50. Si trattava di un mezzo a due assi, della lunghezza totale di 8,95 metri e della larghezza di 2,45 metri, dotato di un motore diesel a sei cilindri da 10,6 litri. Il mezzo riusciva a esprimere una potenza di 80 CV a 1.200 giri al minuto, che gli consentivano di raggiungere i 33 km/h. Inoltre, grazie alle imponenti dimensioni, era in grado di trasportare grandi quantità di materiale. Questo, però, si rivelò anche il suo peggior difetto: il suo costo, infatti, era troppo elevato per l’economia italiana. Infatti, nel 1934 quando si concluse la sua produzione, Alfa Romeo era riuscita a venderne solamente 115 esemplari. Il fregio della casa sul muro, comunque, gli fece assumere il nomignolo di “Biscione” con il quale, ancora oggi, è ricordato.

Nonostante lo scarso successo, dopo poco Alfa Romeo iniziò la produzione di un altro modello, il cosiddetto Alfa Romeo 80 – da non confondere con l’omonima automobile – dotato di tre assi e di un motore diesel da 11.560 cm3, capace di esprimere ben 110 CV. Anche questo, però, ebbe poca fortuna. Infatti, ne furono venduti solamente 29 esemplari. Quindi, seguirono l’Alfa Romeo 85, una versione rivisitata del mezzo secondo le specifiche del Regio Esercito. Il motore, inizialmente lo stesso dell’80, venne poi portato a 125 CV di potenza.

Alfa Romeo 500, l’Italia va alla guerra

Col passare degli anni, l’Italia entra a pieno nella Seconda guerra mondiale. Crescono, quindi, le esigenze di trasporto del Regio Esercito, impegnato nelle campagne militari. Nel 1937, la casa di Portello presentò un mezzo medio da 3 tonnellate di massa a vuoto, che divenne molto utilizzato dai militari italiani e non solo. Il mezzo, infatti, oltre che nelle campagne di Russia e dei Balcani, fu anche utilizzato, fino al 1940, dai Vigili del Fuoco.

Il mezzo risultava lungo 7,02 metri e largo 2,20 metri, ma si contraddistingueva per la sua linea aerodinamica, che fu ulteriormente migliorata negli anni successivi. Il camion Alfa Romeo era equipaggiato con un motore da sei cilindri, con 6.100 cm3 di cilindrata, capace di erogare fino a 75 CV. Grazie a questo, il mezzo era in grado di raggiungere la velocità massima di 45 km/h, ma soprattutto di percorrere con un pieno – corrispondente a circa 100 litri – fino a 400 chilometri. Inoltre, come dimostrarono le prove eseguite sulle Alpi piemontesi, il mezzo era in grado di superare una pendenza del 27%.

Le versioni di questo mezzo furono numerose. Una delle più rappresentative fu quella cosiddetta “Autotreno Comando”. Si trattava di dodici Alfa Romeo 500 e tre rimorchi appositamente allestiti per ospitare gli uffici di comando del Corpo di spedizione italiano in Russia. L’autotreno, oltre agli uffici stessi, era dotato di posto radio, posto telefonico e di generatore elettrico.

Alfa Romeo 1000, l’ultimo mezzo pesante del Biscione

autocarro alfa romeo milleNel 1957, al Salone di Torino fu presentato un nuovo mezzo: l’Alfa Romeo 1000 o, come talvolta viene chiamato Alfa Romeo Mille. Si trattava di una evoluzione del progetto di Alfa Romeo 800, ma concettualmente appariva molto innovativo. Il mezzo era dotato di due assi, ma su richiesta poteva essere anche allestito con tre o quattro assi. Equipaggiato con un motore diesel da 11.050 cm3, capace di erogare una potenza di 163 CV, i il mezzo era in grado di raggiungere la velocità massima di 60 km/h.

La produzione iniziò nel 1958: le cabine guida venivano realizzate dalla Aerfer, mentre i telai venivano prodotti dalla Oto Melara. La produzione delle meccaniche e l’assemblamento finale, invece, veniva effettuato negli stabilimenti Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco. Tuttavia, a causa del disinteresse della casa costruttrice, nonché della forte concorrenza cui ormai era sottoposta la produzione di mezzi pesanti, nel 1965 Alfa Romeo decise di interrompere la produzione. Fino a quel momento, dalla linea di montaggio erano usciti 2.518 esemplari. Il Mille, inoltre, fu anche la base per il filobus Alfa Romeo Aerfer, che circolò sulle strade italiane, almeno in alcuni casi, fino agli anni 2000.

Conclusa questa esperienza, come sappiamo, Alfa Romeo ha dedicato la propria attenzione ad altri mezzi. Nonostante ciò, di tanto in tanto, in rete circolano rendering di possibili autocarri Alfa Romeo. E chissà che, una volta o l’altra, non li vedremo per davvero su strada. Nel frattempo, potete rifarvi gli occhi con alcuni dei camion storici italiani o, ancora meglio, con i camion d’epoca italiani.