Gas naturale liquido: parte da qui il rilancio della logistica

Gas naturale liquido: parte da qui il rilancio della logistica

Negli ultimi anni, la logistica sembra essersi finalmente resa conto della necessità di condurre scelte ecosostenibili. Un percorso non semplice che, fino a qualche tempo fa, era portato avanti soltanto da alcuni player del settore trasporti, come Smet di De Rosa. Un processo tanto inevitabile, quanto auspicabile, specie all’indomani della diffusione di nuove tecnologie in grado di garantire minore impatto ambientale. È il caso del gas naturale liquido o, per dirlo secondo gli inglesi, liquefied natural gas. Un percorso, quello del metano liquido, che richiede ancora uno sforzo da parte di chi, come Smet, ha deciso di investire nella sostenibilità dei propri trasporti. È per questo motivo che la famiglia De Rosa di Smet, che da sempre punta a una logistica ecocompatibile, ha deciso di investire proprio sul gas naturale.

Il gas naturale liquido o GNL

La lunga storia del gas naturale liquido inizia già ai primi del Novecento, quando furono sviluppate le prime tecniche di liquefazione dell’aria. Successivamente, vista la comodità di stoccaggio che vedremo in seguito, il GNL venne impiegato come riserva nei periodi di grande richiesta di gas. Alcuni incidenti, tuttavia, ne bloccarono lo sviluppo. Solo negli anni ‘60 il processo riprese, fino alla diffusione a cui stiamo assistendo in questi anni.

Cos’è il GNL

Il gas naturale liquido, abbreviato con l’acronimo di GNL, è un idrocarburo ottenuto attraverso processi di purificazione (raffreddamento e condensazione) di gas naturale. Sottoposto a questi processi, infatti, il gas presenta una forte concentrazione di metano. Nel gas naturale liquido, infatti, la sua percentuale oscilla fra il 90 e il 99%, a seconda dei giacimenti da cui viene prelevato il gas naturale. Anche per questo, in maniera impropria, il GNL viene definito metano liquido. Per la restante parte, invece, è possibile rintracciare nel ngl butano, etano, propano e altre sostanze in misura minore.

Proprio la composizione chimica lo differenzia dal gpl, che contiene per lo più propano. Inoltre, a differenza del GNL, il gas propano liquido è conservato a temperatura ambiente. Invece, il gas naturale liquido, affinché non venga disperso nell’ambiente, deve essere conservato in serbatoi criogenici, cioè refrigerati, a circa -160 °C.

Vantaggi del gas naturale liquido

Uno dei vantaggi principali del gas liquido riguarda la riduzione del volume, rispetto al gas di partenza. Durante il processo di liquefazione il volume del gas si riduce di ben 600 volte. In altre parole, occorrono 600 litri di gas naturale al fine di ottenere un litro di gas naturale liquido. Questo si traduce, dal punto di vista economico, in minori costi di trasporto e di stoccaggio. Rispetto al diesel, inoltre, il gas naturale liquido costa all’incirca il 40% in meno.

I vantaggi non si riducono solo a questioni economiche. Anche sul piano ambientale, infatti, il gas naturale liquefatto consente di eliminare del tutto le emissioni di particolato e ridurre notevolmente le emissioni di anidride carbonica. Questo consente di portare il motore fino a classe Euro 6. Non solo emissioni di tipo gassose, ma anche acustiche. Rispetto a un motore diesel, il motore LNG riduce la rumorosità.

Il GNL per il rilancio della logistica

In Italia, la diffusione del gas naturale liquido procede ancora lentamente. Rispetto agli anna passati, tuttavia, l’attenzione per questo combustibile ecologico è notevolmente cresciuta. Anche grazie a quelle aziende, come Smet di Luigi De Rosa, che continuano a investire per la riduzione dell’impatto ambientale. Traendone, come visto, anche vantaggi dal punto di vista economico.

Proprio a questo proposito, Smet logistics si è recentemente dotata di una flotta di Iveco Stralis LNG. Si tratta di mezzi che, per l’appunto, sono alimentati a gas naturale liquido. Pertanto, questi mezzi, oltre ad offrire un risparmio economico per l’azienda, consentono anche di ridurre le emissioni. In circa un anno, secondo le stime, grazie ai nuovi Iveco Stralis è stato possibile ridurre le emissioni di CO2 di ben 440 tonnellate.

Accanto a questi sforzi privati, tuttavia, occorrono anche le infrastrutture. Come le stazioni di rifornimento che, al momento, ancora scarseggiano: «Ci stiamo lavorando – ha commentato Domenico De Rosa, a il Sole 24 ore – e in mancanza di operatori disponibili potremmo aprire noi stessi dei distributori, l’investimento è sostenibile».